Gaetano Zingales
UN ISTANTE, UNA VITA
Dall’alba al tramonto e dal tramonto all’alba
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Una voce
Mi ritorna
il suono della tua voce
dopo venti lunghi anni.
Mai stanchi
furono gli accenti
nelle cinque primavere
di sparsi incontri.
Spietata fu
l’impossibile unione.
Le stelle spensero
le candele
lungo i nostri passi
del remoto cammino
e la brezza del mare
interruppe
il sussurrare delle foglie
sopra i nostri baci.
Vent’anni di bufere
sciolsero negli oceani
le nostre lacrime silenziose
restituite
con un vecchio messaggio
da amara risacca:
“questo non è un addio”.
Lo rileggo
e chiedo alle onde del mare
di scrutare l’infinito:
nessuna vela
appare
nel tramonto della speranza.
Pasqua, 23 marzo 2008
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Una voce
Mi ritorna
il suono della tua voce
dopo venti lunghi anni.
Mai stanchi
furono gli accenti
nelle cinque primavere
di sparsi incontri.
Spietata fu
l’impossibile unione.
Le stelle spensero
le candele
lungo i nostri passi
del remoto cammino
e la brezza del mare
interruppe
il sussurrare delle foglie
sopra i nostri baci.
Vent’anni di bufere
sciolsero negli oceani
le nostre lacrime silenziose
restituite
con un vecchio messaggio
da amara risacca:
“questo non è un addio”.
Lo rileggo
e chiedo alle onde del mare
di scrutare l’infinito:
nessuna vela
appare
nel tramonto della speranza.
Pasqua, 23 marzo 2008
2 commenti:
immensa
Una rilettura con la sofferenza propria di chi vive la nostalgia di momenti non vissuti, un ricordo che riaffiora e dà luce all'anima solitaria di poeta. Stupenda poesia, Salvo
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