18 gennaio, 2015

Verde e salute




         Dio onnipotente fu il primo a piantare un giardino; ed è veramente, il più puro fra i piaceri dell’uomo, ha scritto  Francis Bacon.
         Stare all’aria aperta, in mezzo alle piante, al verde in generale, fa bene alla salute. E’ stato il sogno del “buon ritiro” di Cicerone per il quale …la cura dei campi era salutare…e la vecchiaia non era…di impedimento.
         Fattore prioritario è la clorofilla: pigmento verde delle piante, ricco di sali minerali e proteine, capace di impregnare di sole gli organi interni e le cellule dando l’ossigeno indispensabile per la buona salute. Ann Wingmore, nutrizionista americana la considera anti-cancerogena e gli studi americani le danno conferma: basta un semplice succo d’erba di grano (concentrato di clorofilla) per essere protetti dall’inquinamento.
         Nella visione moderna, la società ne ha preso coscienza: il culto delle piante si è diffuso con l’impegno nei parchi pubblici, nelle ville comunali, nelle case, fino a codificare il verde in verde di arredo, verde funzionale e verde privato. La cultura si è allargata: impegna la scuola, valorizza il giardino e, curando il verde, impariamo a conoscerci meglio e a valorizzarci. Acquistiamo maggior attenzione nei confronti del nostro mondo interiore,  diventiamo più sensibili ed empatici  nei confronti del prossimo e di tutto il Creato.
         Il senso cromatico è molto importante: l’azzurro nella diversa gamma di toni, tranquillizza, il rosso facilita il dinamismo.
         Gli effetti benefici del giardinaggio si ritrovano sia in chi coltiva pomodori che in chi coltiva rose: rallenta il battito cardiaco, regolarizza il respiro, abbassa i valori pressori e soprattutto, fa sorridere di più. Vivere a contatto con il verde è rasserenante. Nei giardini, nei quartieri alberati, nei parchi, i bambini crescono meglio, la gente è più generosa e più socievole, mantiene meglio il rapporto di buon vicinato mentre negli ambienti con poco o senza verde, è più facile l’aggressività, la violenza, la criminalità. Più diffusa l’obesità infantile, la malattia, compresa la cardiovascolare, più alto il tasso di mortalità negli adulti. Gli ambienti verdi favoriscono il recupero post-intervento chirurgico, attivano e sostengono l’attività fisica, migliorano il funzionamento del sistema immunitario, aiutano i diabetici a raggiungere più sani livelli di glucosio nel sangue, migliorano lo stato generale di salute e di vita indipendente tra i più anziani.
         L’Ecopsicologia - nuova branca medica - fa del giardino, la metafora per rivalutare la “cura del verde” come meditazione attiva e afferma che il verde abitua i giovani al contatto con la natura, previene le patologie e alcune le cura! Riduce lo stress del 70%. La GARDEN TERAPY   disciplina nata nel 1995 ad opera di Davis applica questi concetti e fa oltre che terapia, anche riabilitazione.
         Il giardino come cura della depressione è stato usato dai monaci irlandesi già nel XIV secolo, ma l’osservazione di Roger Ulrich in Pennsylvania, lo ripropone. La sperimentazione clinica fatta alla Sapienza di Roma, a Sheffield, a Edimburgo, in Texas,  sia dal punto di vista clinico che laboratoristico, ha dato conferma e il giardino o il terrazzo attrezzato si diffonde negli ospedali, anzi si progettano i nuovi ospedali con il criterio del verde supporto per la salute. Il Cromo-ambiente utilizza tinte ispirate al verde. Antonio Puzzolo del C.S.M. dell’ASP di Messina, ha istituito a Mistretta un Laboratorio riabilitativo psichiatrico-ecoorientato chiamato Giardino della Complessità con risposte fortemente positive sulla salute fisica e prevalentemente psico-mentale dei soggetti con disturbi di tipo psicologico e psicopatologico.
         Ambiente verde uguale salute diventa concetto sempre più  diffuso ed è auspicabile che le esperienze di “Ming” Kuo, direttrice del laboratorio di Paesaggio e Salute Umana dell’Università della California ...programmare il verde urbano, siano sempre più messe in pratica.
         Intanto anche le case si arricchiscono di piante e non solo per ornamento. La loro presenza rinnova l’aria: assorbono CO2 e rilasciano ossigeno. Molte hanno una capacità anti-inquinamento: la gerbera, l’aglaonema, il crisantemo, lo spathiphyllum, il philodendro, il  potos, la dieffembachia, la clorofita, il chlorophytum elatum, lo scindapsus aureus, l’aloe vera, la brassia aboricola, la peperomia obtusifolia, la dracaena, la sansevieria, la tradescanzia. Alcune di queste divorano l’elettrosmog presente negli uffici in ragione dei computer, delle fotocopiatrici e delle stampanti. Una pianta sul davanzale o su una scrivania, minimizza gli effetti negativi della tensione emotiva.   
         Forse, scrive Vladimir Ivanovic Vernadsky, rispettando il verde, adottando il verde, per la prima volta l'uomo ha realmente compreso di essere un abitante del pianeta e forse … pensa e agisce in una nuova prospettiva, non solo individuale, di famiglia o di genere, di Stato o di gruppo di Stati, ma anche planetaria.
                                                                         Antonino Arcoraci
 
                  



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