Dio onnipotente fu il primo a piantare
un giardino; ed è veramente, il
più puro fra i piaceri dell’uomo, ha
scritto Francis Bacon.
Stare all’aria aperta, in mezzo alle
piante, al verde in generale, fa bene alla salute. E’ stato il sogno del “buon
ritiro” di Cicerone per il quale …la cura
dei campi era salutare…e la vecchiaia non era…di impedimento.
Fattore prioritario è la clorofilla: pigmento
verde delle piante, ricco di sali minerali e proteine, capace di impregnare
di sole gli organi interni e le cellule dando l’ossigeno indispensabile per
la buona salute. Ann Wingmore, nutrizionista americana la considera anti-cancerogena
e gli studi americani le
danno conferma: basta un semplice succo
d’erba di grano (concentrato di clorofilla) per essere protetti
dall’inquinamento.
Nella visione moderna, la società ne ha
preso coscienza: il culto delle piante si è diffuso con l’impegno nei parchi
pubblici, nelle ville comunali, nelle case, fino a codificare il verde in verde di arredo, verde funzionale e verde
privato. La cultura si è allargata: impegna
la scuola, valorizza il giardino e, curando il verde, impariamo a conoscerci meglio
e a valorizzarci. Acquistiamo maggior attenzione nei confronti del nostro mondo
interiore, diventiamo più sensibili ed
empatici nei confronti del prossimo e di
tutto il Creato.
Il senso cromatico è molto importante: l’azzurro
nella diversa gamma di toni, tranquillizza, il rosso facilita il dinamismo.
Gli
effetti benefici del giardinaggio si ritrovano sia in chi coltiva pomodori che in
chi coltiva rose: rallenta il battito cardiaco, regolarizza il respiro,
abbassa i valori pressori e soprattutto, fa sorridere di più. Vivere a contatto con il verde è
rasserenante. Nei giardini, nei quartieri alberati, nei parchi, i bambini crescono
meglio, la gente è più
generosa e più socievole, mantiene
meglio il rapporto di buon vicinato mentre negli ambienti con poco o senza
verde, è più facile l’aggressività, la violenza, la criminalità. Più diffusa l’obesità
infantile, la malattia, compresa la
cardiovascolare, più alto il tasso
di mortalità negli adulti. Gli ambienti verdi favoriscono il recupero post-intervento chirurgico, attivano e sostengono l’attività
fisica, migliorano il funzionamento
del sistema immunitario, aiutano i
diabetici a raggiungere più sani livelli di glucosio nel sangue, migliorano lo stato generale di salute
e di vita indipendente tra i più anziani.
L’Ecopsicologia
- nuova branca medica - fa del
giardino, la metafora per rivalutare la “cura del verde” come meditazione
attiva e afferma che il verde abitua i giovani al contatto con la natura,
previene le patologie e alcune
le cura! Riduce lo stress del 70%.
La GARDEN TERAPY disciplina nata nel
1995 ad opera di Davis applica questi concetti e fa oltre che terapia, anche riabilitazione.
Il giardino come cura della depressione
è stato usato dai monaci
irlandesi già nel XIV secolo, ma l’osservazione di Roger Ulrich in
Pennsylvania, lo ripropone. La sperimentazione clinica fatta alla Sapienza
di Roma, a Sheffield, a Edimburgo, in Texas,
sia dal punto di vista clinico che laboratoristico, ha dato conferma e il giardino o il terrazzo
attrezzato si diffonde negli ospedali, anzi si progettano i nuovi ospedali con
il criterio del verde supporto per
la salute. Il Cromo-ambiente utilizza tinte ispirate al verde. Antonio Puzzolo del C.S.M.
dell’ASP di Messina, ha istituito a Mistretta un Laboratorio riabilitativo
psichiatrico-ecoorientato chiamato Giardino
della Complessità con risposte fortemente positive sulla salute fisica e
prevalentemente psico-mentale dei soggetti con disturbi di tipo psicologico e
psicopatologico.
Ambiente verde uguale salute diventa concetto sempre più diffuso ed è auspicabile che le esperienze di
“Ming” Kuo, direttrice del laboratorio di Paesaggio e Salute Umana
dell’Università della California ...programmare
il verde urbano, siano sempre più messe in pratica.
Intanto anche le case si arricchiscono
di piante e non solo per ornamento. La loro presenza rinnova l’aria: assorbono
CO2 e rilasciano ossigeno. Molte hanno una capacità anti-inquinamento: la
gerbera, l’aglaonema, il crisantemo, lo spathiphyllum, il philodendro, il potos, la dieffembachia, la clorofita, il
chlorophytum elatum, lo scindapsus aureus, l’aloe vera, la brassia aboricola,
la peperomia obtusifolia, la dracaena, la sansevieria, la tradescanzia. Alcune di
queste divorano l’elettrosmog presente negli uffici in ragione dei computer,
delle fotocopiatrici e delle stampanti. Una pianta sul davanzale o su una
scrivania, minimizza gli effetti negativi della tensione emotiva.
Forse, scrive Vladimir Ivanovic Vernadsky,
rispettando il verde, adottando il verde, per la prima volta l'uomo ha
realmente compreso di essere un abitante del pianeta e forse … pensa e agisce
in una nuova prospettiva, non solo individuale, di famiglia o di genere, di
Stato o di gruppo di Stati, ma anche planetaria.
Antonino Arcoraci
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