Gaetano Zingales
UN ISTANTE, UNA VITA
Dall’alba al tramonto e dal tramonto all’alba
A LENTI PASSI VERSO IL TRAMONTO
S’appressano le ombre
dell’occidente cammino
e non più fremiti di passione
traversano il corpo;
lieve però s’insinua
la piuma d’amore
tra i nostri sguardi
ancora non stanchi
e carezzevole è lo spirare del vento
tra il crine albeggiante.
Si legano le dita
alla catena delle stelle
ed una voce dal cielo
accompagna i nostri passi
che cavalcano la speranza
sopra l’ondeggiare dei verdi campi.
Dopo la notte
nel cammino verso il tramonto
avremo compagne
le rose brinate
nell’alba di un tiepido autunno.
IL PASSO ERRANTE
Una vecchia lanterna
con un tremulo lumino
dirada la nebbia bruma
attorno al suo animo.
Pesa di dolore
il passo
che cerca la traccia
lungo il sentiero
verso quell’antro sul monte.
Rapaci notturni
tra i suoi capelli al vento
succhiano il sangue
dalla gola squarciata.
Soltanto una pietosa stella
accompagna
il piede che lento e greve
taglia la notte fonda.
Sull’impiantito duro
della roccia
si butta stremato
quel passo errante:
forse nella notte
avrà compagna la morte
per asciugargli le lacrime
attorno alle mille spine
che avviluppano il suo corpo.
LA TUA CAPANNA
In mezzo ai massi rotolati a valle
una capanna di ginestra
poggia sulla ruvida pietra.
Ha forza ancora la mano lacerata
del guerriero
per sfiorare il roseo velluto
che racchiude
le labbruzza sorridenti
di quel pargolo.
Solo un agnellino
e quella vocina che invoca
il latteo capezzolo
tengono desta
la mente annichilita:
fuori il gregge
tace.
Il primo raggio s’insinua tra una fessura
ma dorme alfine quell’errante creatura
cingendo tra le braccia
il suo uccelletto;
nel sole alto corre una preghiera
perché ogni notte
quel nido di puerizia
trovi il calore di quella capanna.
A LENTI PASSI VERSO IL TRAMONTO
S’appressano le ombre
dell’occidente cammino
e non più fremiti di passione
traversano il corpo;
lieve però s’insinua
la piuma d’amore
tra i nostri sguardi
ancora non stanchi
e carezzevole è lo spirare del vento
tra il crine albeggiante.
Si legano le dita
alla catena delle stelle
ed una voce dal cielo
accompagna i nostri passi
che cavalcano la speranza
sopra l’ondeggiare dei verdi campi.
Dopo la notte
nel cammino verso il tramonto
avremo compagne
le rose brinate
nell’alba di un tiepido autunno.
IL PASSO ERRANTE
Una vecchia lanterna
con un tremulo lumino
dirada la nebbia bruma
attorno al suo animo.
Pesa di dolore
il passo
che cerca la traccia
lungo il sentiero
verso quell’antro sul monte.
Rapaci notturni
tra i suoi capelli al vento
succhiano il sangue
dalla gola squarciata.
Soltanto una pietosa stella
accompagna
il piede che lento e greve
taglia la notte fonda.
Sull’impiantito duro
della roccia
si butta stremato
quel passo errante:
forse nella notte
avrà compagna la morte
per asciugargli le lacrime
attorno alle mille spine
che avviluppano il suo corpo.
LA TUA CAPANNA
In mezzo ai massi rotolati a valle
una capanna di ginestra
poggia sulla ruvida pietra.
Ha forza ancora la mano lacerata
del guerriero
per sfiorare il roseo velluto
che racchiude
le labbruzza sorridenti
di quel pargolo.
Solo un agnellino
e quella vocina che invoca
il latteo capezzolo
tengono desta
la mente annichilita:
fuori il gregge
tace.
Il primo raggio s’insinua tra una fessura
ma dorme alfine quell’errante creatura
cingendo tra le braccia
il suo uccelletto;
nel sole alto corre una preghiera
perché ogni notte
quel nido di puerizia
trovi il calore di quella capanna.
1 commento:
La prima poesia è quella che più mi ha colpitop:
l'incipit
"S’appressano le ombre
dell’occidente cammino"è davvero significativo!
Grazie per questi versi
Nino
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