Invecchiamento attivo e Alimentazione
Argomento enormemente vasto per il
quale bisognerebbe avere molto più tempo, saperne di più circa le necessità
fisiologiche dell’uomo - dell’anziano in particolare - e, come dice Donatella
Lippi, delle conseguenze legate alle nostre diverse e mutevoli abitudini
alimentari.
L'Osservatorio di Last minute market con
Swg per Expo Milano 2015, informa che solo il 31% degli italiani ha un rapporto equilibrato e
mangia giusto senza fare sacrifici,
il 48% ha un
rapporto controllato con il cibo, anche se fa qualche sacrificio per gestirsi
e il 21% ha un rapporto problematico.
Nell’anziano, di fondo, l’alimentazione
mantiene i principi comuni dell’alimentazione in generale. Si differenzia solo per
alcuni aspetti strettamente collegati all’età. La base è comune, viene adatta la quantità e la qualità degli alimenti in
ragione delle esigenze nutrizionali della terza e quarta fase della vita che
Dante, nel Convivio 4,24 chiama Senettute e Senio: «dico che la
umana vita si parte per quattro etadi. La prima si chiama Adolescenzia, cioè
“accrescimento di vita”; la seconda si chiama Gioventute, cioè “etate che puote
giovare”, cioè perfezione dare, e così s’intende perfetta - ché nullo puote dare
se non quello ch’elli ha -; la terza si chiama Senettute; la quarta si chiama
Senio». La senettute è quella fascia che genericamente corrisponde ai 60-70
anni (anziano) e la Senio, a quella che dagli oltre 70 anni finisce con la
chiusura della vita e che noi chiamiamo vecchiaia. Sul diagramma della vita, i
due tempi si identificano con la fase calante della curva nella quale il
consumo energetico è diverso dalla fase di crescita e dal plateau, perché diverse
e ridotte sono le necessità alimentari. Sul piano biologico, corrispondono al declino con i processi catabolici-degenerativi
prevalenti sugli anabolico-ricostruttivi. Incide fortemente la disponibilità individuale,
sia intrinseca genetico comportamentale, che estrinseca, legata ai
comportamenti alimentari, allo stile di vita, al dispendio energetico.
Età e
alimenti sono due fattori totalmente diversi che condizionano la vita dell’uomo. Il primo interno: il corpo
umano con le sue esigenze, il secondo esterno: gli alimenti con le loro
caratteristiche nutrizionali. L’uno e l’altro combinandosi, finalizzano una
unica funzione: giovare allo sviluppo e al mantenimento delle funzioni della
vita senza procurare danni.
Il
corpo umano, con la sua complessità di organi e apparati, primo fra tutti
l’apparato gastroenterico, è destinato al compito di introdurre, digerire e
assorbire gli alimenti. La CE, all’articolo
2 del regolamento n.178/2002 definisce alimenti
o prodotti alimentari o derrata alimentare, ogni “sostanza o prodotto trasformato, parzialmente trasformato o non
trasformato, destinato ad essere ingerito, o di cui si prevede ragionevolmente
che possa essere ingerito, da esseri umani. Sono comprese le bevande, le gomme
da masticare e qualsiasi sostanza, compresa l'acqua, intenzionalmente
incorporata negli alimenti nel corso della loro produzione, preparazione o
trattamento…”.
Gli alimenti
si distinguono in organici: glucidi, protidi, lipidi, vitamine e inorganici: acqua
e sali minerali.
Gli
alimenti organici, di origine animale e vegetale, sono visibili e invisibili,
semplici e composti, plastici, energetici (zuccheri e grassi).
Per l’uomo, rappresentano quello che è il
carburante per le macchina. Introdotti al naturale o cucinati (il calore li
rende più digeribili), hanno bisogno di essere metabolizzati. Masticati,
digeriti e portati a strutture semplici, sono assorbiti e veicolati al fegato,
al circolo venoso per sopperire alle necessità immediate e, se non utilizzate, per
essere depositate come riserva. Quelli con funzione plastica, ricompongono gli
elementi complessi finalizzati alla crescita o al rinnovo cellulare, gli altri
garantiscono le necessità energetiche attraverso un vero processo di
combustione.
L’apporto
di glucidi, proteine e grassi deve rispondere alle quantità necessarie in
ragione del peso ideale dell’individuo. E’
diversificato e proporzionato al consumo
energetico diverso a seconda della tipologia del lavoro, del sesso, delle
variazioni in fisiologia (gravidanza e allattamento), dell’età.
I sali
minerali rappresentano il 5% del peso del corpo. Sono elementi inorganici
indispensabili, che si introducono in microquantità e servono per la loro
funzione strutturale e di coenzimatica, sia nella fisiologia della cellula che
nelle attività dell’organismo. Partecipano alla costruzione delle ossa e dei
denti, al mantenimento dell’equilibrio idro-salino, all’attività nervosa e
muscolare, alla sintesi delle proteine. Non vengono alterati dalla
cottura o dalla luce e sono presenti nell’acqua, negli organismi animali e
vegetali.
Come
si innestano età e alimentazione: mettendo da un lato l’età e dall’altro
le sue necessità alimentari.
Nella
fase del declino che non ha un tempo fisso di inizio - nella donna può cominciare
pure con la menopausa - le richieste caloriche diminuiscono fino a oltre il 30%
rispetto all’età matura. Ciò in ragione del modificato «sistema di vita» che
richiede un minore impegno, anche muscolare.
In
questa fase della vita, l’alimentazione tiene conto dell’età, del poco sesso,
del peso corporeo, dell’attività fisica, del clima. Lascia invariato il
fabbisogno di sostanze nutritive, specie di vitamine, di minerali, di fibre e
dell’acqua che nell’anziano rappresenta il 72,4% come nell’adulto. La maggior
parte dell'acqua presente nell'organismo è di origine esogena: viene cioè
introdotta con le bevande e con gli alimenti. Una parte è di origine endogena e
si forma nei processi chimici ossido-riduttivi come ultimo prodotto catabolico.
Quella introdotta più quella che si forma debbono equivalere nella quantità, a
quella che si elimina con gli emuntori: urine, sudore, vapore, traspirazione.
In questo caso, l'individuo è in equilibrio idrico. Il fabbisogno non è
costante; varia con l'età, con l’attività fisica con le variazioni climatiche. Anche
il contenuto proteico deve essere garantito: 10-15% e quello lipidico 25-30%. L’apporto limitato di acqua può portare
alla disidratazione, quello di proteine, all’atrofia muscolare.
Ci si domanda: esiste
una dieta ideale per l’anziano? Esiste un dieta garantita che tiene
conto in prima istanza del rispetto dei principi essenziali della vita, che non
scade nel difetto che è causa di malnutrizione, ne nell’eccesso che porta all’obesità,
al diabete, all’ipertensione.
In salute, anche nell’anziano, le
richieste alimentari sono regolate dalle variazioni biochimiche nel sangue e
gestite dall’istinto: consumi…introduci. Boccaccio diceva: somma medicina e sanità di corpo e d’anima è
astinenza confermando il principio di Ippocrate: lavorare, mangiare, bere, dormire, amare tutto misurato.
Si può dare libero spazio alla fantasia, variare le
pietanze, regolare gli orari dei pasti, soddisfare il palato e la vista purché
si mantenga la salute che per l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) è stato
di completo benessere fisico, psichico e sociale. Questo nel rispetto delle calorie
necessarie, della quantità di nutrienti e della selezione.
Cosa ben diversa è la necessità nei casi particolari,
in salute - attività sportiva - in
malattia. Queste situazioni
richiedono un regime gestito e obbligatoriamente personalizzato.
Confucio ha detto: le prospettive della vita
dipendono dalla diligenza. Tradotto in vernacolo, cu
s‘aiuta s’allonga ‘a vita.
La trasgressione è facile. Dice
Stephanie Kolls. …cucinare è una preghiera, un dono d’amore, è la famiglia. E’ stare in
compagnia degli antenati e percepire la presenza delle loro mani che ti aiutano. Il cibo si vede, si tocca, si gusta….ma è
materia, non spirito!
Anthelme Brillat-Severin parlando di esigenze
nutrizionali, dice: gli animali si nutrono, l’uomo mangia; solo
l’uomo di spirito sa mangiare.
Sapere mangiare significa distribuire i
pasti in colazione, pranzo e cena e, se il caso, aggiungere due merende: una
antimeridiana, una pomeridiana. Raramente si aggiunge un piccolo pasto alle ore
22.30 circa. Significa sapersi organizzare dando un maggiore tempo alla
colazione, fare la scelta degli alimenti in maniera equilibrata e varia, seguire
le linee guida indicate dall’Istituto Nazionale di ricerca per gli alimenti e
la nutrizione che vogliono la variazione nella scelta a tavola, il controllo del
peso per restare nel peso ideale, l’uso dei cereali, poco sale, pochi grassi,
pochi zuccheri, poco alcol.
Seguire una dieta non vuol dire stare
senza mangiare! Significa sapere fare le scelte, senza abusare. Magari
lasciandosi guidare da una piramide alimentare esplicativa che mette al primo
posto i farinacei ricchi di fibra, poi le verdure e la frutta. A seguire, poche
porzioni di carni, meglio bianche e di pesce 2-3 volte la settimana, pochi grassi,
pochi formaggi e insaccati (2-3volte la settimana), pochissimi dolci.
Il principio è: la dieta salutare certamente allunga e
migliora la qualità della vita.
Per Virginia Woolf
uno non può pensare bene,
amare bene, dormire bene, se non ha mangiato bene. Non è facile.
Come ricorda Pelham Grenville Woehouse: tutto quello che c’è di divertente nella
vita…è o immorale, o illegale, o fa ingrassare.
Il motto deve essere mai troppo, mai poco, …sempre e un po’ di tutto rispettando il concetto di Adam Gopnik: la tavola è il principio, è l’ultimo
focolare della vita familiare e di Giovanna Curtò, gioia di stari o munnu puru ‘nta terza età.
Dice Montesquieu: una salute conservata con una dieta troppo severa è una noiosa malattia!
Prof. Antonino Arcoraci
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