Caro
Nino,
ti
scrivo come tuo compaesano, che ha provato il dolore di vivere
lontano dal proprio paese natio ma che ha sempre amato. Lontano
fisicamente ma accanto, col pensiero, negli eventi delle tradizioni e
della comunità.
Ti
chiamo come sempre ti ho chiamato, col tuo nome - essendo un mio
collega - , anche perchè, oggi, non sei più Sindaco. Lo dice la
legge.
Ma
lo dice anche la nota sentenza del Tribunale del 19- 03- 2018 che ha
applicato l'art. 67, c.I n.4 LR n.16 del 1963, il quale,
sull'ineleggibilità , all'art. 67 OREL, così recita: “Non può
essere eletto Sindaco : omissis … 4)
chi ha ascendenti o discendenti ovvero parenti o affini sino al
secondo grado, che coprano nell'Amministrazione del Comune il posto
di Segretario comunale, di appaltatore di lavori e di servizi
comunali, di esattore, collettore e tesoriere
comunale o
in qualunque modo di fideiussione . 14
14
L'ipotesi è stata ritenuta dalla Corte Costituzionale con Sentenza
n.450 del 23-31. 10. 2000 quale ipotesi di incompatibilità”.
(Estratto
dal testo “Requisiti per la candidabilità alle cariche di
Presidente.......degli Amministratori locali …..” redatto da
Antonio e Marco Sirna.). Più
chiaro di così!
Il
famoso detto di Socrate “Dura lex, sed lex”,
è “una regola
di diritto della tradizione scolastica, con cui si afferma la
necessità morale di piegarsi a una legge, anche se dura; è spesso
ripetuta per indicare in genere la necessità di accettare
un'imposizione o una situazione quando il dovere lo esige.”
(dal vocabolario Treccani).
Te
ne devi fare una ragione , caro Nino, perchè la legge è chiarissima
e non si presta a dubbie interpretazioni.
Il tuo ricorso in appello sospende gli effetti della sentenza, ma il fatto permane. Nessun tribunale potrà dire che tutto è a posto sul piano della legittimità. Il Sindaco di un paese è di tutti , e non solo per chi l'ha votato. Il volere imporre , pertanto, la propria presenza, dalla gran maggioranza non gradita più, è un atto di arroganza. L'arroganza del potere. Ti conviene essere ricordato dalla storia longese come Sindaco prepotente ed arrogante? Uno solo lo è stato, ma quello era fascista, riciclatosi nella democrazia pur di comandare, e non ha certo lasciato un buon ricordo di sè stesso.
Il tuo ricorso in appello sospende gli effetti della sentenza, ma il fatto permane. Nessun tribunale potrà dire che tutto è a posto sul piano della legittimità. Il Sindaco di un paese è di tutti , e non solo per chi l'ha votato. Il volere imporre , pertanto, la propria presenza, dalla gran maggioranza non gradita più, è un atto di arroganza. L'arroganza del potere. Ti conviene essere ricordato dalla storia longese come Sindaco prepotente ed arrogante? Uno solo lo è stato, ma quello era fascista, riciclatosi nella democrazia pur di comandare, e non ha certo lasciato un buon ricordo di sè stesso.
Non
ci sono, quindi, cavilli da presentare contestualmente all'appello
avverso la sentenza, né è prevista l' escussione di testimoni a
carico in quanto il procedimento si basa sui fatti e sulle carte per
cui il Tribunale, del secondo grado di giudizio , e, dopo, la
Cassazione, se ti sarà consentito, non potranno che confermare la
sentenza di primo grado. Quindi, a che serve tergiversare
arrampicandosi sugli specchi? Capisco, per intanto, passeranno anni
e, probabilmente, si arriverà alla fine della legislatura comunale.
Per cosa? Per gestire un fantomatico potere oppure per indossare la
fascia tricolore nelle processioni?
La
procedura, è vero, ti dà la facoltà di proporre appello. Ma sino
al giudizio di secondo grado, nell'ipotesi che questa recente
sentenza venga derubricata , pur rimanendo sospesa l'applicazione
della stessa, tu rimani moralmente e di fatto un Sindaco ineleggibile
.
Ti
verrai a trovare ,pertanto, a dovere gestire il comune con una
sorta di “deminutio capitis “, un prestigio ed un' autorità
sospesi.. E non è bello tutto ciò per il capo dell'Amministrazione.
Ti
faccio un esempio. Nel momento in cui dovresti firmare un ordinanza,
un qualsiasi cittadino potrebbe non rispettarla od impugnarla in
quanto ritiene che non avresti un potere ordinativo perchè
chiaramente ineleggibile e, conseguentemente , dichiarato decaduto
attraverso una sentenza del Tribunale.
Ed
ancora, sul capo dei cittadini penderà , per anni, la spada di
Damocle di un Sindaco ineleggibile, che prima o poi deve lasciare la
poltrona perchè ogni altro tuo recondito pensiero di possibile
ribaltamento della sentenza odierna è una miserrima speranza. Se non
addirittura inattuabile considerato che la verità è sotto gli occhi
di tutti e non può essere modificata o manipolata.
Per
il bene del nostro paese, nonché per la stessa personale dignità
che accompagna chi viene investito della carica istituzionale,
ritengo che sia doveroso, ma anche oggettivamente razionale, ubbidire
opportunamente alla decisione dei giudici e lasciare, pertanto, la
gestione amministrativa ai tuoi giovani collaboratori, cui purtroppo
potrebbe seguire un Commissario ad acta, mentre i Consiglieri
comunali resterebbero in carica.
Una
ponderata decisione di saggezza è più apprezzabile rispetto ad una
determinazione di avventato orgoglio; l'arrendevolezza rispetto ad un
superbo scontro frontale, soprattutto nei casi di dubbia vittoria,
addirittura se non è da tutti considerata come possibile
probabilità, è una decisione che fa onore a chi decide un simile
comportamento per il bene e la pace della propria comunità. Un paese
sempre in armi non ha futuro!
Nino,
tu ed io siamo stati gli unici Sindaci di Longi che abbiano
affrontato l'aula del Tribunale, diciamo per fatti politici. Io,
quando i tuoi consiglieri comunali allora volevano indire il
referendum per farmi decadere, vinsi la causa presso il T.A.R. di
Catania, e non dovetti dimettermi; vinsi anche la causa quando venne
sequestrata la discarica dei rifiuti solidi urbani – chissà perchè
gli altri Sindaci precedenti furono esentati – dopo essere stato
rinviato a giudizio, mentre , per altre denunzie da parte di comuni
cittadini miei avversari- ma tuoi amici -, il GIP ritenne di non
doversi procedere. Tu, invece , in questo contenzioso, hai dovuto
subire i rigori della Legge, la quale è chiara e, pertanto,
ineludibile: è giusto che sia così.
Pericle, nel discorso agli Ateniesi, nel 431 a.C. , tra le altre affermazioni, così dichiarava relativamente alla osservanza della legge :”Qui ad Atene noi facciamo così.
Ci
è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato
insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che
dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa. E ci
è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che
risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto
e
di ciò che è buon senso”.
Nel
tuo comunicato stampa del 23 u.s. sostieni che “le
notizie diffuse a mezzo stampa, e fortemente strumentalizzate da
diversi ed oscuri personaggi non scevri dal mistificare la realtà
per fini propagandistici, circa una mia immediata decadenza da
Sindaco di Longi, hanno procurato non poca confusione e sconforto in
tutta la comunità”.
E'
esatto che ci sono sconforto e bocche ammutolite, ma anche amarezza
in quanto la notizia è circolata in tutta la Sicilia, forse anche
fuori, facendone oggetto di critiche e di apprezzamenti negativi per
il buon nome di Longi, conosciuto come uno dei borghi più belli sul
piano paesaggistico e turistico. Ma parli anche di oscuri personaggi,
“non citati” , che mistificherebbero la verità: sarebbe
opportuna una maggiore chiarezza nel momento in cui quei personaggi
potrebbero essere portatori di un qualificato curriculum
professionale. Le parole sono pietre e bisogna saperle usare non
lasciandole andare in libera uscita perchè le offese “alla
Sgarbi” sono un residuo di assenza di civismo.
Nino,
hai avuto la soddisfazione e l'onore di fare il Sindaco per dieci
anni e, di recente, anche quella di sconfiggere il tuo avversario
politico. Non credi , in definitiva, che sia venuto il momento di
deporre le armi e di fare largo al nuovo, ai giovani, così come sta
accadendo in tutto il Paese? Anche la nostra Longi ha bisogno di
rinnovarsi. Hai giovani collaboratori, volenterosi e stimolati,
lascia spazio, pertanto, a queste nuove leve; tu, in retroguardia,
potrai dare loro utili consigli, frutto di esperienza vissuta.
Posso
permettermi di farti una proposta dignitosa e giudiziosa? Ho saputo
che hai deciso di andare in appello. Ebbene, dimettiti da Sindaco e,
se il secondo grado di giudizio e la eventuale Cassazione
ribalteranno la sentenza di Patti, potrai ricandidarti alla prossima
tornata elettorale. Che ne dici?
Solo
così potrai rendere un buon servizio al nostro paese liberandolo
dalla cappa di un pesante silenzio , che appesantisce l'aria
respirata dalla gente, nonché da una sorta di sofferto timore
riverenziale, non spontaneo ed ipocritamente nascosto. Inoltre,
passerai alla storia del paese come uomo che ha saputo fare un passo
indietro quando gli eventi reali lo hanno richiesto.
Parafrasando
la celebre frase di Caio Giulio Cesare: “la
moglie di Cesare deve essere al di sopra di ogni sospetto”,
cioè l'apparenza prima di tutto, mi va di avviarmi alla conclusione
con l'affermare che il Sindaco di Longi deve essere al di sopra del
sospetto che egli non rispetti le leggi dello Stato e della Regione
Siciliana,
nonché
le sentenze dei Tribunali.
Ti
scrivo queste note, caro Nino , perchè oggi,
dopo i quasi otto decenni accumulati sulle spalle, io , da parte mia,
non ho aspirazione di un ritorno alla politica: l'unico mio
desiderio, però, rimane quello di vedere Longi prosperare, i
longesi vivere in armonia, ed infine, di potere riposare per sempre,
quando arriverà il momento, nella terra che mi ha dato i natali per
respirare l'aria pura dei nostri monti e per sentire ancora il suono
vernacolare dei nostri concittadini. Si fa per dire.
Un
caso saluto
Dalla
mia residenza, li 25/03/2018
Gaetano
Zingales
Cittadino
e scrittore longese
Appello
Coloro
che leggeranno questo scritto potranno esprimere il proprio punto di
vista cliccando o meno su “Mi piace” di FB oppure rilasciando un
commento sul blog.
La
libertà di espressione è bella perchè è un fatto democratico, a
cui tutti hanno diritto. Chi vi rinuncia per paura od omertà non è
un uomo libero. Per il proprio bene e per quello della società in
cui si vive bisogna vincere la paura
che
riporta indietro nei secoli in cui esisteva il feudale timore
riverenziale verso il barone o il duca oppure verso il ...padrino.

3 commenti:
Credo che questo articolo rispecchi molto 'il sentire' dei longesi in questi giorni
che non sono certo stati dei migliori; purtroppo un certa difficoltà o discrezione ci impedisce di esprimere liberamente la nostra opinione, non perchè non siamo in democrazia (voglio sperare) ma perchè vige un certo caos...credo, allora, che per fare chiarezza occorrerebbe quella decisione tanto chiaramente prospettata del prof.Zingales, perchè chi rappresenta le istituzioni ha un compito morale assai più alto del semplice cittadino in quanto funge da modello, da esempio morale ed educativo per tutti! E da semplice cittadina come tutti i cittadini abbiamo il diritto di avere questo modello indipendentemente da qualsiasi schieramento! Non me ne voglia male nessuno se ho espresso il mio punto di vista, infatti a volte o spesso il silenzio uccide noi stessi e i nostri valori più cari !auguro a tutti di prendersi la responsabilitità del proprio pensiero e del proprio agire. ��
Complimenti per la sacrosanta verità che ha scritto.Nino Fabio non è il mio sindaco,vivo a Messina,e mai l'ho considerato tale visto come si è comportato nei miei confronti 17anni fa. Dovevo aprirmi una palestra lì a Longi,avevo tutto in regola,mi mancava solo una sua firma x completare tutto ma lui in quel periodo estivo non era mai presente al comune perché era nella sua casa al mare.Ho provato tante di quelle volte per farmi avere un appuntamento con lui ma mi veniva riferito che era impegnato.A capo d'orlando!! Per stare lui in villeggiatura mi ha fatto scadere i termini per presentare l'ultimo documento e il mio sogno è svanito. Io come cittadina longese non ero tanto importante perché ero contropartito e lui nel periodo della sua candidatura ha fatto lavorare solo chi lo ha sostenuto. Sono felicissima che sia decaduto come sindaco perché lui pensa al suo tornaconto e non al bene di Longi e del popolo longese.
Scusate il primo commento è il mio cioè di Pidalà Immacolata, non sono riuscita ad inserire il mio nominativo ������
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