25 marzo, 2018

LONGI. LETTERA AL GEOMETRA NINO FABIO



Caro Nino,

ti scrivo come tuo compaesano, che ha provato il dolore di vivere lontano dal proprio paese natio ma che ha sempre amato. Lontano fisicamente ma accanto, col pensiero, negli eventi delle tradizioni e della comunità.

Ti chiamo come sempre ti ho chiamato, col tuo nome - essendo un mio collega - , anche perchè, oggi, non sei più Sindaco. Lo dice la legge.
Ma lo dice anche la nota sentenza del Tribunale del 19- 03- 2018 che ha applicato l'art. 67, c.I n.4 LR n.16 del 1963, il quale, sull'ineleggibilità , all'art. 67 OREL, così recita: “Non può essere eletto Sindaco : omissis … 4) chi ha ascendenti o discendenti ovvero parenti o affini sino al secondo grado, che coprano nell'Amministrazione del Comune il posto di Segretario comunale, di appaltatore di lavori e di servizi comunali, di esattore, collettore e tesoriere comunale o in qualunque modo di fideiussione . 14
14 L'ipotesi è stata ritenuta dalla Corte Costituzionale con Sentenza n.450 del 23-31. 10. 2000 quale ipotesi di incompatibilità”. (Estratto dal testo “Requisiti per la candidabilità alle cariche di Presidente.......degli Amministratori locali …..” redatto da Antonio e Marco Sirna.). Più chiaro di così!

Il famoso detto di Socrate “Dura lex, sed lex”, è “una regola di diritto della tradizione scolastica, con cui si afferma la necessità morale di piegarsi a una legge, anche se dura; è spesso ripetuta per indicare in genere la necessità di accettare un'imposizione o una situazione quando il dovere lo esige.” (dal vocabolario Treccani).
Te ne devi fare una ragione , caro Nino, perchè la legge è chiarissima e non si presta a dubbie interpretazioni. 
Il tuo ricorso in appello sospende gli effetti della sentenza, ma il fatto permane. Nessun tribunale potrà dire che tutto è a posto  sul piano della legittimità. Il Sindaco di un paese è di tutti  , e non solo per chi l'ha votato. Il volere imporre , pertanto, la propria presenza, dalla gran maggioranza non gradita più, è un atto di arroganza. L'arroganza del potere. Ti conviene essere ricordato dalla storia  longese come Sindaco prepotente ed arrogante? Uno solo lo è stato, ma quello era fascista, riciclatosi nella democrazia pur di comandare,  e non ha certo lasciato un buon ricordo di sè stesso.
Non ci sono, quindi, cavilli da presentare contestualmente all'appello avverso la sentenza, né è prevista l' escussione di testimoni a carico in quanto il procedimento si basa sui fatti e sulle carte per cui il Tribunale, del secondo grado di giudizio , e, dopo, la Cassazione, se ti sarà consentito, non potranno che confermare la sentenza di primo grado. Quindi, a che serve tergiversare arrampicandosi sugli specchi? Capisco, per intanto, passeranno anni e, probabilmente, si arriverà alla fine della legislatura comunale. Per cosa? Per gestire un fantomatico potere oppure per indossare la fascia tricolore nelle processioni?
La procedura, è vero, ti dà la facoltà di proporre appello. Ma sino al giudizio di secondo grado, nell'ipotesi che questa recente sentenza venga derubricata , pur rimanendo sospesa l'applicazione della stessa, tu rimani moralmente e di fatto un Sindaco ineleggibile .
Ti verrai a trovare ,pertanto, a dovere gestire il comune con una sorta di “deminutio capitis “, un prestigio ed un' autorità sospesi.. E non è bello tutto ciò per il capo dell'Amministrazione.
Ti faccio un esempio. Nel momento in cui dovresti firmare un ordinanza, un qualsiasi cittadino potrebbe non rispettarla od impugnarla in quanto ritiene che non avresti un potere ordinativo perchè chiaramente ineleggibile e, conseguentemente , dichiarato decaduto attraverso una sentenza del Tribunale.
Ed ancora, sul capo dei cittadini penderà , per anni, la spada di Damocle di un Sindaco ineleggibile, che prima o poi deve lasciare la poltrona perchè ogni altro tuo recondito pensiero di possibile ribaltamento della sentenza odierna è una miserrima speranza. Se non addirittura inattuabile considerato che la verità è sotto gli occhi di tutti e non può essere modificata o manipolata.
Per il bene del nostro paese, nonché per la stessa personale dignità che accompagna chi viene investito della carica istituzionale, ritengo che sia doveroso, ma anche oggettivamente razionale, ubbidire opportunamente alla decisione dei giudici e lasciare, pertanto, la gestione amministrativa ai tuoi giovani collaboratori, cui purtroppo potrebbe seguire un Commissario ad acta, mentre i Consiglieri comunali resterebbero in carica.
Una ponderata decisione di saggezza è più apprezzabile rispetto ad una determinazione di avventato orgoglio; l'arrendevolezza rispetto ad un superbo scontro frontale, soprattutto nei casi di dubbia vittoria, addirittura se non è da tutti considerata come possibile probabilità, è una decisione che fa onore a chi decide un simile comportamento per il bene e la pace della propria comunità. Un paese sempre in armi non ha futuro!
Nino, tu ed io siamo stati gli unici Sindaci di Longi che abbiano affrontato l'aula del Tribunale, diciamo per fatti politici. Io, quando i tuoi consiglieri comunali allora volevano indire il referendum per farmi decadere, vinsi la causa presso il T.A.R. di Catania, e non dovetti dimettermi; vinsi anche la causa quando venne sequestrata la discarica dei rifiuti solidi urbani – chissà perchè gli altri Sindaci precedenti furono esentati – dopo essere stato rinviato a giudizio, mentre , per altre denunzie da parte di comuni cittadini miei avversari- ma tuoi amici -, il GIP ritenne di non doversi procedere. Tu, invece , in questo contenzioso, hai dovuto subire i rigori della Legge, la quale è chiara e, pertanto, ineludibile: è giusto che sia così.

Pericle, nel discorso agli Ateniesi, nel 431 a.C. , tra le altre affermazioni, così dichiarava relativamente alla osservanza della legge :Qui ad Atene noi facciamo così.

Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa. E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso”.


Nel tuo comunicato stampa del 23 u.s. sostieni che “le notizie diffuse a mezzo stampa, e fortemente strumentalizzate da diversi ed oscuri personaggi non scevri dal mistificare la realtà per fini propagandistici, circa una mia immediata decadenza da Sindaco di Longi, hanno procurato non poca confusione e sconforto in tutta la comunità”.
E' esatto che ci sono sconforto e bocche ammutolite, ma anche amarezza in quanto la notizia è circolata in tutta la Sicilia, forse anche fuori, facendone oggetto di critiche e di apprezzamenti negativi per il buon nome di Longi, conosciuto come uno dei borghi più belli sul piano paesaggistico e turistico. Ma parli anche di oscuri personaggi, “non citati” , che mistificherebbero la verità: sarebbe opportuna una maggiore chiarezza nel momento in cui quei personaggi potrebbero essere portatori di un qualificato curriculum professionale. Le parole sono pietre e bisogna saperle usare non lasciandole andare in libera uscita perchè le offese “alla Sgarbi” sono un residuo di assenza di civismo.
Nino, hai avuto la soddisfazione e l'onore di fare il Sindaco per dieci anni e, di recente, anche quella di sconfiggere il tuo avversario politico. Non credi , in definitiva, che sia venuto il momento di deporre le armi e di fare largo al nuovo, ai giovani, così come sta accadendo in tutto il Paese? Anche la nostra Longi ha bisogno di rinnovarsi. Hai giovani collaboratori, volenterosi e stimolati, lascia spazio, pertanto, a queste nuove leve; tu, in retroguardia, potrai dare loro utili consigli, frutto di esperienza vissuta.
Posso permettermi di farti una proposta dignitosa e giudiziosa? Ho saputo che hai deciso di andare in appello. Ebbene, dimettiti da Sindaco e, se il secondo grado di giudizio e la eventuale Cassazione ribalteranno la sentenza di Patti, potrai ricandidarti alla prossima tornata elettorale. Che ne dici?
Solo così potrai rendere un buon servizio al nostro paese liberandolo dalla cappa di un pesante silenzio , che appesantisce l'aria respirata dalla gente, nonché da una sorta di sofferto timore riverenziale, non spontaneo ed ipocritamente nascosto. Inoltre, passerai alla storia del paese come uomo che ha saputo fare un passo indietro quando gli eventi reali lo hanno richiesto.
Parafrasando la celebre frase di Caio Giulio Cesare: “la moglie di Cesare deve essere al di sopra di ogni sospetto”, cioè l'apparenza prima di tutto, mi va di avviarmi alla conclusione con l'affermare che il Sindaco di Longi deve essere al di sopra del sospetto che egli non rispetti le leggi dello Stato e della Regione Siciliana, nonché le sentenze dei Tribunali.
Ti scrivo queste note, caro Nino , perchè oggi, dopo i quasi otto decenni accumulati sulle spalle, io , da parte mia, non ho aspirazione di un ritorno alla politica: l'unico mio desiderio, però, rimane quello di vedere Longi prosperare, i longesi vivere in armonia, ed infine, di potere riposare per sempre, quando arriverà il momento, nella terra che mi ha dato i natali per respirare l'aria pura dei nostri monti e per sentire ancora il suono vernacolare dei nostri concittadini. Si fa per dire.
Un caso saluto
Dalla mia residenza, li 25/03/2018

 
Gaetano Zingales
Cittadino e scrittore longese


Appello
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La libertà di espressione è bella perchè è un fatto democratico, a cui tutti hanno diritto. Chi vi rinuncia per paura od omertà non è un uomo libero. Per il proprio bene e per quello della società in cui si vive bisogna vincere la paura che riporta indietro nei secoli in cui esisteva il feudale timore riverenziale verso il barone o il duca oppure verso il ...padrino.







3 commenti:

Anonimo ha detto...

Credo che questo articolo rispecchi molto 'il sentire' dei longesi in questi giorni
che non sono certo stati dei migliori; purtroppo un certa difficoltà o discrezione ci impedisce di esprimere liberamente la nostra opinione, non perchè non siamo in democrazia (voglio sperare) ma perchè vige un certo caos...credo, allora, che per fare chiarezza occorrerebbe quella decisione tanto chiaramente prospettata del prof.Zingales, perchè chi rappresenta le istituzioni ha un compito morale assai più alto del semplice cittadino in quanto funge da modello, da esempio morale ed educativo per tutti! E da semplice cittadina come tutti i cittadini abbiamo il diritto di avere questo modello indipendentemente da qualsiasi schieramento! Non me ne voglia male nessuno se ho espresso il mio punto di vista, infatti a volte o spesso il silenzio uccide noi stessi e i nostri valori più cari !auguro a tutti di prendersi la responsabilitità del proprio pensiero e del proprio agire. ��

Carcione Antonella ha detto...

Complimenti per la sacrosanta verità che ha scritto.Nino Fabio non è il mio sindaco,vivo a Messina,e mai l'ho considerato tale visto come si è comportato nei miei confronti 17anni fa. Dovevo aprirmi una palestra lì a Longi,avevo tutto in regola,mi mancava solo una sua firma x completare tutto ma lui in quel periodo estivo non era mai presente al comune perché era nella sua casa al mare.Ho provato tante di quelle volte per farmi avere un appuntamento con lui ma mi veniva riferito che era impegnato.A capo d'orlando!! Per stare lui in villeggiatura mi ha fatto scadere i termini per presentare l'ultimo documento e il mio sogno è svanito. Io come cittadina longese non ero tanto importante perché ero contropartito e lui nel periodo della sua candidatura ha fatto lavorare solo chi lo ha sostenuto. Sono felicissima che sia decaduto come sindaco perché lui pensa al suo tornaconto e non al bene di Longi e del popolo longese.

Anonimo ha detto...

Scusate il primo commento è il mio cioè di Pidalà Immacolata, non sono riuscita ad inserire il mio nominativo ������