Gli ultimi tormentati eventi dopo le recenti elezioni amministrative del Comune di Longi
Dopo aver fatto fuori lo
scrivente, nel 1997, dalla gestione amministrativa del paese,
rimasero in campo gli autori principali della mia defenestrazione,
che per le legislature a seguire incrociarono le armi del voto,
alternandosi nella gestione del paese. Il quale, dopo vent’anni,
aveva voglia di nuovo.
In occasione delle
elezioni amministrative del 2017, nel gruppo del Sindaco uscente,
Sandro Lazzara, subentrava il dr. Nino Miceli, funzionario in
pensione del Parco dei Nebrodi, quale candidato a Sindaco, per
sfidare l’ex Sindaco, Nino Fabio, che si ripresentava per
l’ennesima volta. I toni furono accesi durante lo scontro
comiziale, nella piazza del paese, ma le previsioni davano come
favorito il Miceli, le cui capacità, soprattutto dialettiche ed
oratorie, apparvero nella loro evidenza .
Grande ed inaspettata fu
la sorpresa quando dalle urne, per pochi voti, le schede elettorali
videro emergere la vittoria del veterano Fabio.
Nino Miceli ed i suoi
supporter, non rassegnandosi al responso finale, proposero ricorso,
presso il Tribunale, avverso la elezione del Fabio per
incompatibilità.
Riporto quanto scrive,
a tal proposito, l’agenzia on-line “AM.notizie.it” , con un
articolo dal titolo :
“Longi, ricorso al
Tribunale per la decadenza del sindaco Fabio
Di Giuseppe Romeo
-
9 settembre 2017
Il sindaco di Longi
Antonino Fabio, eletto lo scorso Giugno, deve essere dichiarato
decaduto a causa della sua incompatibilità, non rimossa entro la
data prevista per la presentazione della candidatura. E’ quanto
sostenuto in un proprio ricorso al Tribunale di Patti, dal candidato
sindaco sconfitto, Antonino Miceli che perse la competizione
elettorale di appena 61 voti, 511 contro i 572 del sindaco eletto.
Nel proprio ricorso Miceli, rappresentato dall’avvocato Ciro Gallo,
contesta l’incompatibilità di Fabio poiché il fratello, Luigi
Fabio, risulta essere presidente del consiglio di amministrazione
della Banca di Credito Cooperativo Valle del Fitalia di Longi,
istituto di credito che gestisce il servizio di tesoreria comunale.
La contestazione del candidato sconfitto poggia quindi le proprie
basi su quanto disciplinato dall’ordinamento degli enti locali
siciliani riguardo le cause di ineleggibilità alla carica di sindaco
e consigliere comunale, definite, a seguito di una sentenza della
corte costituzionale, come cause di incompatibilità. Tra queste, per
l’appunto, l’impossibilità di candidarsi alla carica di sindaco
per chiunque abbia ascendenti o discendenti, parenti ed affini sino
al secondo grado che già ricoprano posti di segretario comunale,
appaltatore di lavori o servizi, esattore, collettore o tesoriere
dello stesso comune. Una contestazione che allo stesso sindaco Fabio
fu già mossa all’epoca della sua prima elezione, nel Maggio del
2002. Al tempo, però, il Tribunale di Patti si pronunciò per il
rigetto del ricorso evidenziando che la causa di incompatibilità non
potesse essere applicata ai soci della cooperativa, come era allora
lo stesso sindaco, né ai parenti che non hanno potestà
amministrativa o poteri di rappresentanza, come il fratello che
all’epoca era vice presidente. Eccezione che oggi Miceli respinge
evidenziando come la nuova legislazione in materia bancaria abbia
uniformato il regime, equiparando le banche cooperative come istituti
di credito caratterizzati dalla solo finalità di lucro, e rendendo
dunque inapplicabile la deroga al regime d’incompatibilità
prevalsa nel 2002. In ultima analisi nel ricorso viene sollevata
anche l’ipotesi di condizionamento della libertà dell’esercizio
di voto dettata dal rapporto parentale tra il sindaco eletto ed il
presidente del Cda della Banca, in ragione del contesto sociale nel
quale l’istituto di credito opera e dell’influenza, sostiene il
ricorrente, che alcuni soggetti possono esercitare nello stesso
territorio proprio in virtù del ruolo ricoperto. La prima udienza di
fronte al collegio del tribunale di Patti sul ricorso di Antonio
Miceli è stata fissata per il prossimo 16 Ottobre.”
Alcuni mesi dopo, il
Sindaco in carica, Fabio, presentava la sua relazione ed, a seguire,
il Consiglio Comunale dichiarava decaduto dalla carica il Consigliere
di minoranza , Nino Miceli. Qui di seguito alcuni documenti, ripresi
da internet.
Pubblico
in parte, riprendendola dal sito internet del Comune di Longi e senza
apportare alcuna modifica o correzione, la relazione del Sindaco
Antonino Fabio, presentata al Consiglio Comunale nel FEBBRAIO 2018
“” COMUNICAZIONI
DEL SINDACO E DELLA GIUNTA SULLA GESTIONE AMMINISTRATIVA DEL COMUNE
DI LONGI ALLA DATA DELL'INIZIO DEL MANDATO DELL'AMMINISTRAZIONE
"VIVERE
LONGI"
Cari
consiglieri e cittadini, quanto segue ha lo scopo di mettervi a
conoscenza della situazione economico-amministrativa del nostro paese
ereditata dalla nostra Amministrazione in carica dal 14.06.2017.
Nel
precisare che non è stato possibile relazionare subito dopo il
nostro insediamento, in quanto ci siamo resi conto rapidamente degli
immensi problemi da affrontare oltre a quelli non riportati nel
verbale di consegna del 24.06.2017. compilato dall'ex Sindaco
Lazzara. Adesso tutti debbono essere informati.
In
questi sei mesi ci siamo più volte interfacciati con i responsabili
delle aree. che di certo più di noi, nuovi amministratori subentrati
alla passata Amministrazione, hanno il polso delle casse comunali e
dei problemi misteriosi. Abbiamo con senso di responsabilità
sollecitato relazioni e sopralluoghi da parte di ogni singolo
responsabile d'area ed in particolare dai vigili urbani, al fine di
documentare la realtà di quanto in seguito andiamo ad esporre.
Il
nostro obbiettivo è quello di dare una giusta informazione al nuovo
consiglio comunale e ai cittadini di Longi, di smentire con apposita
documentazione allegata le falsità, raccontate dalla passata
Amministrazione guidata da Lazzara Alessandro. A chi ha scelto di
fare comizi. nascondendosi dietro un ringraziamento ai suoi elettori,
sicuramente non permettiamo di offendere i nostri elettori ed il
nostro paese che sempre si è distinto per l'onestà e la correttezza
politica. Quelle affermazioni di isterismo politico per occultare le
proprie inefficienze non le accettiamo e le spediamo al mittente
affinché se ne faccia una ragione. Noi vogliamo la verità ed il
confronto pubblico, non in piazza ma nelle sedi opportune come il
consiglio comunale.
La
situazione che abbiamo trovato è a dir poco disastrosa non solo dal
punto di vista finanziario come si poteva immaginare, ma soprattutto
anche lo stato di trascuratezza delle pubbliche strutture (Serbatoi
idrici Comunali, Biblioteca Comunale. Cimitero Comunale. Casa
Comunale Via Roma, Strada Comunale Longi Cimitero chiusa da sei anni,
Palestra Comunale, impianto di illuminazione pubblica, Campo di
Calcio e relativi spogliatoi, Scuola Elementare, Case di Mangalaviti,
depuratore C/da Scinà, Caseificio C/da Crocetta, Lavori Borgo
Stazzone. Lavori Portella Gazzana – Margio Lovà ) tutte strutture
tralasciate e abbandonate, e quindi, ci sono voluti sei mesi prima
che ne venissimo a capo per relazionare in merito.
Sullo
stato delle strutture pubbliche, per una maggiore conoscenza di
quanto riscontrato e documentato si rimanda alla visione dei verbali
redatti dai vigili urbani e alla documentazione fotografica, allegati
alla presente.
Longi
in passato ha sempre avuto un comune efficiente con personale
qualificato, invece ci siamo ritrovati in un garage dove la privacy
tra impiegati e cittadini non esiste. La struttura organizzativa non
è stata supportata dal necessario ricambio generazionale e le
conseguenze sono evidenti e drammatiche. La precedente
Amministrazione non è stata in grado in sei anni di garantire un
minimo di dignità rappresentativa ed organizzativa della casa
comunale. Non è stata in grado né di sistemare l'edificio comunale
danneggiato dallo sciame sismico né di assumere qualsivoglia
iniziativa. Oggi ci troviamo in
locali non idonei per lavorare.
SITUAZIONE
ECONOMICA FINANZIARIA TROVATA:
LA
VERITA'
Teniamo
a puntualizzare le infondatezze e le bugie messe in campo dalla
passata Amministrazione nel corso degli anni 2007-2017. In merito
vogliamo preliminarmente precisare per conoscenza dei cittadini, che
nel verbale di consegna ufficiale con data del 24.05.2007 (fine del
mandato del Sindaco Fabio ) la situazione contabile del comune di
Longi era la seguente: + €.
310.276,37.
Oggi
nel verbale di consegna del 24.06.2017 (fine del mandato del ex
Sindaco Lazzara ) la verifica di cassa effettuata il 09.06.2017 è di
€. - (217.773,06 + 57.759,14)=
sommano meno -275.532,20 alla quale
si fa fronte con un'anticipazione di cassa da parte della tesoreria
del comune con aggravio di interessi.
Nel
verbale di consegna fatto dall'Amministrazione Fabio del 24.05.2007
venivano anche evidenziati i lavori finanziati, i cui decreti erano
già stati emessi per un importo di €.7.574.448,91 (euro
Settemilionicinquecentosettantaquattro) già disponibili per le gare
d'appalto. (facilmente consultabile sul sito internet del Comune)
Nel
verbale di consegna fatto dall'ex Sindaco Lazzara il 24.06.2017 di
decreti di finanziamenti non se ne parla. Si parla di opere inserite
nei programmi di finanziamento senza che alla data corrente vi è
alcun decreto, cioè i soldi pronti per fare la gara, solo patti di
inserimento nei programmi di finanziamento.
Nel
verbale di consegna non si trova traccia di nessun progetto che
riguarda il palazzo Municipale di Via Roma, opera di grande
importanza per il nostro comune (noi l'abbiamo fatto redigere e
finanziare nel giro di pochi mesi) e fra poco inizieranno i lavori.
Non si trova traccia per quanto riguarda il progetto per
l'ampliamento del cimitero comunale, del progetto di acquisto e
restauro della casa di Mollica, agli atti non risulta nulla, nè
progetto nè la richiesta di finanziamento. Il progetto per la
realizzazione del depuratore agli atti non esiste, vi è solo
l'incarico per la progettazione e intanto le nostre vasche Imof sono
state abbandonate con gravi conseguenze ambientali.
Via
di Fuga: l'Amministrazione passata ha preferito sollecitare il
finanziamento, senza ottenerlo, della via di Fuga che dal casello
autostradale, collega in modo più veloce Mirto, ma nello stesso
tempo poteva dar corso ad un progetto già finanziato dall’ESA per
i Lavori di completamento della strada di penetrazione agricola
"Castaneto-S.
Lorenzo-Rinauda-Passo della stretta",
ereditato dall'Amministrazione Fabio nel 2007 e oggi revocato. Longi
grazie all'Amministrazione guidata da Lazzara ha perso la somma di €.
1.549.000,00 (euro unmilionccinquecentoquantanovemila) e la
possibilità di realizzare un'opera importante per i cittadini di
Longi.
Caseificio
in C/da Crocetta abbandonato a se stesso. Non si trovano fatture,
libretti d'istruzione e di manutenzione dei macchinari presenti nella
struttura, neanche risultano inventariati nel nostro patrimonio dei
beni mobili. I vecchi uffici Comunali di Via Roma ed in particolare
l'ufficio tecnico sono stati abbandonati con tutti i fascicoli
dispersi, fondamentali per eventuali controlli amministrativi. Basta
guardare le fote allegate.
Case
di Mangalaviti: nonostante gli ulteriori finanziamenti e i lavori
effettuati per la loro sistemazione, sono stati affidati dietro gara
d'appalto ad una costituenda società di servizi e nonostante la
regolare concessione, ad oggi non è stata avviata nessuna attività
prevista. La struttura è in stato di abbandono. Abbiamo assunto a
riguardo provvedimenti di diffida per l'osservanza degli impegni di
cui alla convenzione.
Lavori
Borgo Stazzone: lavori completati da circa un anno, rilevano già
problemi di esecuzione. La strada evidenzia già la pavimentazione
divelta con diverse buche. L'impianto d'illuminazione è già mal
funzionante.
Piano
regolatore scaduto. Non è stata intrapresa nessuna iniziativa
peraltro dovuta per legge. Nonostante sia stato nominato un
commissario da parte della Regione il 12.01.2015, anche dopo una
serie di incontri e delibere consiliari, non è stato dato corso alle
stesse direttive del Commissario. Tutto fermo.
La
passata Amministrazione a guida Lazzara, cerca di rappresentare
all'esterno una visione distorta e del tutto personale della realtà,
mistificando incredibilmente i fatti, nel vano tentativo di
distogliere l'attenzione dal vero e proprio problema: Le
somme arretrate da pagare. Esse sono
state causate da una “mala gestio”
della cosa pubblica che ricorda il modus
operandi di un'epoca che pensavamo
fosse stata per sempre consegnata alla storia. Oltre l'esposizione
debitoria che di seguito rappresentiamo,
per l'anno 2017 le casse comunali dovranno pagare circa 20.000,00
euro di interessi per anticipazione
di cassa.
Cittadini,
una buona Amministrazione deve approvare il conto consuntivo entro il
30 Aprile dell'anno successivo. L'amministrazione Lazzara non ha
adempiuto a questo onere per cui al nostro insediamento ci siamo
trovati senza il consuntivo 2016 approvato, senza il bilancio di
previsione 2017 e senza soldi in cassa.
La
responsabile dell'ufficio economico-finanziario nella relazione
richiesta dal Sindaco Antonino Fabio e trasmessa il 21.06.2017 prot.
3509 afferma che “il 31 dicembre
2016 la cassa è stata chiusa per la prima volta,
con un saldo negativo di euro - 138.867,87,”
Dai
residui attivi accertati anno 2016 (somme da incassare) risulta un
residuo attivo pari a €.1.530.610,66
di cui circa
€. 350.000,00 per Tasi, Imu e servizio idrico per
gli anni precedenti (2012, 2013,
2014, 2015, 2016).
Residui
passivi: somme che il comune deve pagare euro 702.565,18 a fornitori
e ditte per spese effettuate in data anteriore al nostro insediamento
avvenuto il 14.06.2017.
Signori
consiglieri e cittadini di Longi, la situazione che ci siamo trovati
dinanzi è grave !
Riportiamo
sinteticamente alcune cifre che testimoniano la situazione lasciata
in eredità dall'esecutivo a guida Lazzara :
- Bollette Enel non pagate 2016, fino ad aprile del 2017, per un totale di € 23.508,74
- Bollette Gas Natural non pagate per gli edifici comunali periodo 2016 importo €.845,36; - Bollette Gas Natural per gli edifici comunali periodo 2016-2017 importo € 3.402,46;
- - Somme richieste a restituzione in data 14.09.2017 dall'Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente pari a €. 192.088,82 (criticità nell'assegnazione degli incarichi professionali, lavori di consolidamento del Torrente S. Maria, anno 2015).
- Somme pari a €. 12.777,58 non accreditate da parte dell'Assessorato dell'Energia di cui una parte già sono state deliberate (G.M. del 9.06.2017 N° 74 - lavori messa in sicurezza discarica località Tre Aree) dalla passata Amministrazione, al professionista incaricato.
- Atto ingiuntivo: richiesta pagamento somme competenze professionali e indagini geotecniche di € 69.821,08 + €.44.988,03=€. 114.809,11 (Lavori di completamento della strada di penetrazione agricola Castaneto S. LorenzoRinauda -Passo della stretta). Il progetto in questione era stato finanziato dall’Esa delibera N° 686/C.S. 2005. L'ESA in data 25.06.2010 nota 5049/230 sollecitava il Comune di Longi alla trasmissione del progetto esecutivo, la nota non ha avuto nessun riscontro da parte della passata Amministrazione e l'opera finanziata è andata persa. Oggi ci troviamo un atto ingiuntivo e l'opera non realizzata. Per i cittadini oltre il danno anche la beffa.
- Ato Me 1 in liquidazione - nota del 19.09.2017 quantificazione costi previsti nel bilancio ATOmel 2016. Debito pari a €. 175.729,27.
- A.T.O. N°3 servizio idrico - Debito pari a €.14.361,13 oltre gli interessi.
Contenzioso
Con
nota del 12.10.2017 N° 6099, su nostra richiesta, l'ufficio
contenzioso ha rappresentato l'elenco delle spese legali da
corrispondere con gli estremi delle delibere che possono essere
facilmente consultabili sul sito del Comune.
Spese
legali da pagare:
1.
Delibera. G.C. n.193 del 17.10.2007= €.
2.093,98
2.
Delibera. G.C. n.36 Del 23.04.2009 €
1.250,00
3.
Delibera. G.C. n.16 dell'8.02.2010 €
2.060,00
4.
Delibera. G.C. n.57del 29.04.2010 €
4.000,00
5.
Delibera. G.C. n.33 Del 24.02.2011 €
1.000,00
6.
Delibera. G.C. n. 174 del 18.10.201 €
2.677,49
7.
Delibera. G.C. n.113 Del 07.09.2012 €
700,00
8.
Delibera. G.C. n.156 Del 24.10.2012 €
319,36
9.
Delibera. G.C. n. 89 del 30.07.2013 €
1.300,00
10.
Delibera. G.C. n. 11 del 03.02.2014 €
500,00
11.
Delibera. G.C. n. 12 Del 03.02.2014 € 4.712,76+€ 499,99=
€.5.212,75
12.
Delibera. G.C. n. 101 del 19.09.2014 €
3.210.06
13.
Delibera. G.C113 del 24.10.2014 €1.418,244€ 2.146,80= €.3.565,04
14.
Delibera. G.C. n.122 24.11.2014 €
2.474,16
15.
Delibera. G.C. n.21 Del 09.03.2015 €
5.393,35
16.
Delibera. G.C. n.116 Del 30.09.2015 €
2.500,00
17.
Delibera. G.C. n. 140 del 02.11.2016 €
2.000,00
18.
Delibera. G.C. n.66 del 24.05.2017 €
4.500,00.
Il
totale delle spese legali da pagare ai professionisti incaricati
ammonta ad euro 44.756,19.
Inoltre, altri 13 procedimenti sono in corso e non sono stati
decritti i relativi compensi da corrispondere.
L'ammontare
del contenzioso in corso e delle somme da pagare lasciate dalla
passata Amministrazione Lazzara ammonta a circa €. 582.278,66,
di cui una parte sono accantonate.
Nei
primi giorni dal nostro insediamento e precisamente i primi di
luglio, da parte dell'ufficio tributi sono stati notificati circa 542
di avvisi di pagamenti riferiti alla TARI anni 2014, 2015, 2016.
Altri 333 di avvisi per l'anno 2012 riferiti all'IMU sono stati
notificati ai diretti interessati, mancano ancora 2013. 2014, 2015 e
2016. Questa vicenda non tocca un ristretto numero di contribuenti,
per i quali si potrebbe ipotizzare un probabile fenomeno di evasione.
Essa tocca una platea così vasta di contribuenti, per cui appare
allo stato poco credibile un'evasione di massa ed impone di capire
meglio che cosa sia accaduto nella passata Amministrazione. Dopo
l'accertamento risulta che “forse” neanche i parenti di primo
grado degli amministratori passati ottemperavano al pagamento di
quanto dovuto.
Ma
davvero vogliamo credere che 875 contribuenti abbiano simultaneamente
evaso un tributo?
Perché
l'Amministrazione passata alla guida di Lazzara non ha sollecitato
l'invio degli avvisi di accertamento per il pagamento TARI, IMU e
Servizio idrico facendo così accumulare più annualità nel tempo?
Prima di entrare nel merito dei fatti specifici è importante
sottolineare che un'Amministrazione “seria
e responsabile" come quella
guidata da Lazzara, verifica gli adempimenti che deve attuare un
responsabile del servizio. Evitare di spedire gli accertamenti e gli
avvisi di pagamento a casa dei contribuenti soltanto perché si è in
prossimità delle elezioni amministrative e un fatto grave.
Questo
è inaccettabile perché va a danneggiare tutte le persone oneste e
corrette che pagano il dovuto, e che in questo modo rischiano di
vedersi ulteriormente aggravati gli oneri a causa di chi pensa di
poter bypassare le leggi.
“Pagare
tutti per pagare meno” saranno gli indirizzi dell'attuale
Amministrazione.
Noi
come nuovi amministratori non vogliamo entrare nel merito, sono
avvisi di pagamento degli anni passati (2012- 2013-2014-2015-2016).
Non abbiamo nessuna responsabilità
amministrativa nè politica nei confronti dei cittadini.
Abbiamo
l'obbligo di informare la procura della corte dei Conti e lo faremo
per accertare i responsabili.
Questi
soldi che i cittadini oggi pagano riferiti agli anni passati (2012-
2013-20142015-2016), andranno a coprire l'anticipazione di cassa
lasciata dalla vecchia Amministrazione e il pagamento dei residui
passivi già impegnati e spesi.
I
mandati di pagamento che questa Amministrazione ha pagato in questi
sei mesi dal 14.06.2017 al 31.12.2017 (su impegni giustamente assunti
dalla passata Amministrazione, compresi gli stipendi circa
400.000,00) ammontano a €. 2.529.748,68 come risulta dalla carte
contabili forniti dall'ufficio economico-finanziario.
Beni
mobili:
Da
una prima ricognizione fatta con l'ufficio del patrimonio, si rileva
che in questi dieci anni di Amministrazione passata a guida Lazzara,
non è stato fatto un accertamento sul patrimonio dei beni mobili
acquistati e/o in possesso del Comune. Il responsabile dell'ufficio
economato in data 27.11.2017 con nota prot. 7180, dando riscontro
alla nostra del 01.09.2017, nella quale si chiedevano notizie: della
cucina, frigorifero, tavolo professionale e delle relative
attrezzature poste nei locali della scuola materna per la mensa
scolastica, così risponde: “invitato
dall'Assessore Fiorella Cirrincione ad effettuare un sopralluogo ai
locali cucina scuola materna, dove si evidenzia la mancanza della
Cucina.........e di non essere a conoscenza di eventuali spostamenti
effettuati da operai del comune o Amministratori della passata
legislatura”. Sta di fatto che la
cucina con le relative attrezzature che servivano per la mensa
scolastica dei nostri ragazzi non si trovano.
Come
non si trovano circa 50 sedie in plastica con struttura in metallo di
colore blu come riportate nel registro dell'inventario al N° 635 nel
2011. Anche le transenne per la chiusura al traffico non risultano
nei locali di deposito comunale, tranne una decina rispetto alle 120
inventariate. Addirittura nei locali del comune in Via Roma mancano
alcuni condizionatori. Su segnalazione degli addetti ai lavori a
deposito manca perfino la motosega.
Di
tutto questo a giorni sarà fatta regolare denuncia.
L'Amministrazione
passata, per niente attenta, ha regalato al nostro paese una
situazione economica drammatica e si è resa unica responsabile del
profondo logoramento della macchina amministrativa comunale; ha
privato così Longi di ogni qualsivoglia possibilità di
programmazione che la proiettasse nel futuro, accontentandosi di
gestire, e male, l'ordinaria amministrazione. Purtroppo assenza di
lungimiranza amministrativa, pressapochismo, inesperienza e
inadeguatezza, sono stati i veri protagonisti della triste era
Lazzara.
Sono
adesso del tutto evidenti le numerose e difficilissime problematiche
che affliggono la nostra comunità e che l'attuale Amministrazione
sta affrontando con fermezza e serietà.
Conclusioni
Abbiamo
ritenuto doveroso portare a conoscenza i consiglieri e della
cittadinanza dello stato generale dei fatti. Le copie dei verbali di
accertamento esposti sopra sono a disposizione della cittadinanza
presso gli uffici degli assessori e sul sito del Comune. Sono infine
in corso le dovute valutazioni circa il danno patrimoniale arrecato
all'ente per il quale l'amministrazione si riserva di adire nelle
sedi competenti.
Il
Sindaco e la Giunta su quanto affermato sopra, si impegnano, per
quanto possibile a risolvere le problematiche ereditate dalla passata
amministrazione nel rispetto delle norme e della continuità
amministrativa. Siamo convinti che l'obbiettivo e di ogni
amministrazione deve essere quello di aumentare il benessere dei
propri cittadini.””
……omissis.
Votata la decadenza del Consigliere Comunale Antonino Miceli
Longi – Il Consigliere Comunale di minoranza Antonino Miceli è decaduto dalla sua carica, nel corso di un’Adunanza Consiliare svoltasi Mercoledì 28 Febbraio nella località “Campetto Plurimo”.
La
proposta di decadenza del Consigliere Miceli è stata esposta dal
Presidente del Consiglio Gaetano Aldo Russo e ha ricevuto, mediante
voto segreto, 6 voti favorevoli, 1 scheda bianca, e 2 voti contrari.
Il
Consigliere Miceli è intervenuto, durante la trattazione
dell’argomento, evidenziando che mai avrebbe potuto immaginare un
simile epilogo della sua avventura politica, e spiegando che la
decadenza dalla carica di Consigliere Comunale possa essere
imputabile non alle assenze ingiustificate, ma soltanto a un
manifesto disinteresse nell’adempiere il proprio mandato (secondo
il suo parere invece la mancata partecipazione alle sedute consiliari
è legittima). Miceli ha poi proseguito, affermando che
l’astensionismo è un’arma politica, per opporsi alle
prevaricazioni della maggioranza, e ha lamentato un’aggressione
morale nei suoi confronti. Il Consigliere Miceli ha anticipato che,
in caso di decadenza, presenterà ricorso al TAR di Catania e che, a
tal proposito, si potrà andare incontro a responsabilità penale da
parte di ciascun membro del Consiglio e la responsabilità, oltre che
penale, è anche personale con conseguenze di natura risarcitoria.
Dopo questo intervento il Consigliere Miceli ha abbandonato l’Aula
Consiliare e ha preso la parola il Vice-Sindaco di Longi Davide
Calcò. Il Vice-Sindaco ha affermato: “Mi
dispiace che il Consigliere Miceli abbia abbandonato l’aula perché,
visto che il punto all’ordine del giorno riguarda la valutazione
della sua possibile decadenza, la sua presenza fino alla conclusione
della seduta avrebbe dato l’impressione favorevole del suo
attaccamento alla carica di Consigliere Comunale. Se si abbandona
l’aula in un Consiglio, in cui è messa in discussione la propria
decadenza, si dimostra disinteresse”.
Hanno
espresso il proprio parere, sulla questione della decadenza del
Consigliere Miceli, anche il Consigliere di minoranza Cinzia
Smiriglia, e il membro del gruppo di maggioranza Anna Maria Rita Lo
Sardo.
Il
Consigliere Cinzia Smiriglia ha ribadito che l’assenza della
minoranza ad alcune sedute consiliari è dovuta alla protesta
politica, dichiarata nella riunione del 3 Ottobre 2017, e ha poi
aggiunto che l’assenza del Consigliere Miceli, all’Adunanza del 2
Febbraio 2018, sia dovuta a motivi familiari.
Il
Consigliere Anna Maria Rita Lo Sardo ha invece dato lettura di una
nota: “Prendo
atto della nota che il Consigliere Miceli ha trasmesso al Presidente
del Consiglio, dove le giustificazioni sono generiche, non
circostanziate e non è stato aggiunto elemento probatorio ed in ogni
caso presentate in ritardo. L’astensionismo ingiustificato di un
Consigliere Comunale dalle sedute consiliari è una legittima causa
di decadenza. Poiché il consigliere Antonino Miceli ha mostrato
negligenza e disinteresse nell’adempiere il suo mandato, generando
non solo difficoltà di funzionamento dell’organo collegiale cui
appartiene, ma violando l’impegno assunto con il corpo elettorale
che lo ha eletto e quindi tradendo la fiducia dello stesso. Sarebbe
bastato un minimo di rispetto e interesse per l’organo, nel
comunicare direttamente o indirettamente la sua eventuale assenza o
impedimento. Avrebbe potuto utilizzare i mezzi e gli strumenti a sua
disposizione, compresa la posta elettronica certificata. Comunque mi
preme puntualizzare una cosa: nel nostro paese i bar distano
all’incirca cento metri dalla sala consiliare, e il Consigliere
Miceli non ha ritenuto opportuno uscire ed avvicinare al Consiglio,
ma ha preferito continuare a passeggiare in piazza. Io stessa,
all’uscita della riunione di giorno 2 Febbraio, ma anche di quelle
precedenti, ho avuto modo di incontrarlo”.
In una intervista a Nebrodi news, nell'articolo :
“Fatto fuori perché scomodo”
Nino
Miceli ha dichiarato:
…....
“Sono
considerato un consigliere scomodo –
attacca Miceli a Nebrodi
News -. Ricorrerò
al Tar di Catania perché questo atto è illegittimo e immotivato.
Peraltro la delibera di decadenza è immediatamente applicabile.
Hanno calpestato ogni norma di buona amministrazione”.
Perché
considera questa decadenza illegittima?
“Tutto
nasce dalla seduta del 3 ottobre scorso quando ho chiesto che venisse
fatta una integrazione ad una delibera. Per tutta risposta il
presidente Russo mi ha tolto la parola e ha detto alla segreteria di
non riportare sul verbale le mie dichiarazioni. Per questo io e gli
altri due consiglieri di minoranza abbiamo deciso di abbandonare
l’Aula per protesta fino a quando il presidente del consiglio non
si fosse impegnato a rispettare i diritti della minoranza. Una
protesta la nostra politica. Abbiamo detto chiaramente che non
saremmo andati più in Aula”.
Cos’è
successo dopo?
“Dopo
quella seduta ci sono state altre due convocazioni a cui non abbiamo
partecipato sempre per protesta. La terza convocazione, quella del 2
febbraio, è stata convocata come seduta straordinaria con all’ordine
del giorno: “Comunicazioni del sindaco”. Io purtroppo per motivi
familiari non sono andato mentre gli altri due consiglieri hanno
partecipato. Da lì è scattata la decadenza per non avere
partecipato a tre sedute consecutive. In pochissimi giorni hanno
attivato la procedura”.
Perché
si è arrivati a questo?
“Il
motivo è semplice. Ho sempre denunciato, sin dal mio insediamento,
l’occupazione del Comune da parte della Banca Credito Cooperativo
che gestisce la tesoreria comunale. Proprio la delibera discussa il 3
ottobre trattava l’alto interesse, il 9,50%, che il Comune paga
sulle anticipazioni di cassa. Un tasso d’interesse enorme, quasi
usuraio. Questa sorta di occupazione di un Ente pubblico da parte di
un soggetto privato è evidente dall’incompatibilità che esiste
attualmente nel Comune di Longi. Infatti il sindaco Fabio è il
fratello del Presidente del Consiglio di amministrazione della Banca,
il vicesindaco è nipote di un componente del Cda della Banca, un
assessore è coniuge di un funzionario della Banca, lo stesso
presidente del Consiglio Comunale è dipendente della Banca. Questo
sono cose che ho sempre denunciato, che ho sempre contestato e per
questo hanno deciso di farmi fuori”.
Sembra un
conflitto d’interesse…
“Esattamente.
Infatti in una seduta il presidente ha prima sostenuto che paghiamo
interessi esorbitanti e che “noi” mettiamo l’interesse alto. Ma
di chi parla? Del Comune o della Banca?”.
Adesso
cosa farà?
“Non
mi fermerò certo qui. Intanto aspettiamo la sentenza del Tribunale
di Patti a seguito di un ricorso fatto per per chiedere se il sindaco
Fabio debba decadere dalla sua carica per incompatibilità, in quanto
il fratello è il Presidente del Consiglio di amministrazione della
Banca e ricorrerò al Tar di Catania contra la decadenza”.
MICELI
HA FATTO RICORSO AL T.A.R.
Riporto
l'articolo che annuncia la decadenza di Fabio da Sindaco .
Longi, il sindaco Fabio decade dalla
carica per incompatibilità
21
marzo 201
Doccia
fredda sull’amministrazione comunale di Longi. Il collegio
giudicante del Tribunale di Patti presieduto da Concetta Alacqua (a
latere Maria Letizia Calì e Maria Luisa Gullino) ha dichiarato
decaduto dall’incarico di sindaco Antonino Fabio, eletto lo scorso
Giugno. Secondo il Tribunale Fabio non poteva essere eletto poiché
il fratello luigi, già al momento dell’elezione, ricopriva la
carica di presidente del consiglio di amministrazione della Banca di
Credito Cooperativo Valle del Fitalia di Longi, istituto di credito
che gestisce il servizio di tesoreria comunale.
La decisione è arrivata dopo il procedimento scattato a seguito di un ricorso presentato dal candidato sindaco sconfitto, Antonino Miceli che perse la competizione elettorale di appena 61 voti, 511 contro i 572 del sindaco eletto. Nel proprio ricorso Miceli, rappresentato dall’avvocato Ciro Gallo, contestava l’incompatibilità che poggiava le proprie basi su quanto disciplinato dall’ordinamento degli enti locali siciliani riguardo le cause di ineleggibilità alla carica di sindaco e consigliere comunale. Tra queste, per l’appunto, l’impossibilità di candidarsi alla carica di sindaco per chiunque abbia ascendenti o discendenti, parenti ed affini sino al secondo grado che già ricoprano posti di segretario comunale, appaltatore di lavori o servizi, esattore, collettore o tesoriere dello stesso comune.
Una contestazione che allo stesso sindaco Fabio fu già mossa all’epoca della sua prima elezione, nel Maggio del 2002. Al tempo, però, il Tribunale di Patti si pronunciò per il rigetto del ricorso evidenziando che la causa di incompatibilità non potesse essere applicata ai soci della cooperativa. Eccezione che invece questa volta è stata accolta in quanto la nuova legislazione in materia bancaria ha uniformato il regime, equiparando le banche cooperative come istituti di credito caratterizzati dalla solo finalità di lucro. Ovviamente Fabio, assistito dagli avvocati Andò e Silipigni, potrà presentare appello alla sentenza che però, per il momento, azzera l’esecutivo.
--------------------------
Da La Sicilia
.".....Il collegio del Tribunale pattese ha rilevato come il sindaco Fabio non abbia «tempestivamente provveduto a rimuovere la causa di incompatibilità, che pacificamente tuttora persiste», rigettando l’eccezione del primo cittadino secondo cui si sarebbe dovuta applicare la deroga prevista per la natura «a mutualità prevalente» dell’istituto di credito presieduto dal fratello. Il Comune sarà retto temporaneamente dal vice sindaco Davide Calcò in attesa delle determinazioni del prefetto e dell’eventuale appello da parte del sindaco decaduto."
La decisione è arrivata dopo il procedimento scattato a seguito di un ricorso presentato dal candidato sindaco sconfitto, Antonino Miceli che perse la competizione elettorale di appena 61 voti, 511 contro i 572 del sindaco eletto. Nel proprio ricorso Miceli, rappresentato dall’avvocato Ciro Gallo, contestava l’incompatibilità che poggiava le proprie basi su quanto disciplinato dall’ordinamento degli enti locali siciliani riguardo le cause di ineleggibilità alla carica di sindaco e consigliere comunale. Tra queste, per l’appunto, l’impossibilità di candidarsi alla carica di sindaco per chiunque abbia ascendenti o discendenti, parenti ed affini sino al secondo grado che già ricoprano posti di segretario comunale, appaltatore di lavori o servizi, esattore, collettore o tesoriere dello stesso comune.
Una contestazione che allo stesso sindaco Fabio fu già mossa all’epoca della sua prima elezione, nel Maggio del 2002. Al tempo, però, il Tribunale di Patti si pronunciò per il rigetto del ricorso evidenziando che la causa di incompatibilità non potesse essere applicata ai soci della cooperativa. Eccezione che invece questa volta è stata accolta in quanto la nuova legislazione in materia bancaria ha uniformato il regime, equiparando le banche cooperative come istituti di credito caratterizzati dalla solo finalità di lucro. Ovviamente Fabio, assistito dagli avvocati Andò e Silipigni, potrà presentare appello alla sentenza che però, per il momento, azzera l’esecutivo.
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Da La Sicilia
.".....Il collegio del Tribunale pattese ha rilevato come il sindaco Fabio non abbia «tempestivamente provveduto a rimuovere la causa di incompatibilità, che pacificamente tuttora persiste», rigettando l’eccezione del primo cittadino secondo cui si sarebbe dovuta applicare la deroga prevista per la natura «a mutualità prevalente» dell’istituto di credito presieduto dal fratello. Il Comune sarà retto temporaneamente dal vice sindaco Davide Calcò in attesa delle determinazioni del prefetto e dell’eventuale appello da parte del sindaco decaduto."
* * *
Ognuno
commenti da sé queste vicende legate alle elezioni amministrative
del 2017 .
Da
parte mia, faccio notare che il paese è nuovamente in crisi
amministrativa, economica e politica, come quella del 1993.
Con l'evidente
mia vetustà ed oggettiva imparzialità, per il bene primario del
nostro paese , mi permetto esprimere il mio punto di vista
finalizzato ad una inversione dell'attuale doloroso cammino che abbia come
traguardo il recupero di una serena e disinteressata gestione
della comunità longese.
Sono
del parere, quindi, che sarebbe salutare una passata di scopa su
tutto ciò che si richiama al “vecchio”, un passo indietro da
parte dei soggetti politici coinvolti nella vicenda sopra illustrata,
prima che sia troppo tardi per risanare il sanabile, ed andare alla
ricerca di uomini e donne che rappresentano le nuove risorse del
paese, capaci e dimentichi delle incrostazioni del passato.
Ogni
altra soluzione non fa altro che allungare l'agonia amministrativa
della comunità longese in quanto la sentenza del Tribunale di Patti
è di lapalissiana chiarezza. L'eventuale giudizio di secondo grado
non potrà smentire l' incontrovertibile verità , dettata dalle
norme vigenti in materia ma che è soprattutto sotto gli occhi di
tutti.
RIFLESSIONE SU ALCUNE REALTA’ CITTADINE
Sfortunato è quel paese dove la libertà
decisionale dei suoi abitanti è condizionata da un intreccio di
poteri esistenti, che vanno da quello economico a quello politico e
religioso, che si ritrovano insieme per coartare la volontà degli
stessi. In queste realtà territoriali viene falsata la decisione
popolare quando si è costretti a dare il proprio consenso elettorale
non al migliore candidato sul piano intellettuale e culturale, non
alla capacità individuale, non ai migliori programmi enunciati. In
simili eventi nefasti viene arrecato un grave danno al futuro del
paese ed alla collettività tutta.
Gaetano
Zingales
già
Sindaco di Longi

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