Tema enormemente vasto che nelle due parole racchiude due mondi assai lontani l’un l’altro e che per esigenze di vita, hanno bisogno di incontrarsi e rispondere alle necessità dell’età adolescenziale.
L’età che nella “scala della vita” coincide con la fase della crescita corporale che va dalla pubertà e l’inizio dell’età adulta - dagli 11-13 anni ai 17-19 - con il suo consumo energetico e le sue necessità alimentari e l’alimentazione con i suoi pregi, ma anche con le sue tante tentazioni negative che portano all’abuso o alla deficienza.
Età sulla quale incidono le variazioni individuali intrinseche - genetico-comportamentali - eestrinseche legate ai comportamenti alimentari, allo stile di vita, al dispendio energetico ealimenti che nell’articolo 2 del regolamento (CE) n. 178/2002 sono intesi come: «…qualsiasi sostanza o prodotto trasformato, parzialmente trasformato o non trasformato, destinato ad essere ingerito, o di cui si prevede ragionevolmente che possa essere ingerito, da esseri umani. Sono comprese le bevande, le gomme da masticare e qualsiasi sostanza, compresa l'acqua, intenzionalmente incorporata negli alimenti nel corso della loro produzione, preparazione o trattamento….». Gli alimenti si dividono in organici:glucidi, protidi, lipidi, vitamine e inorganici: acqua (65% del peso corporeo) e sali minerali(5%) indispensabili per l’azione strutturale e coenzimatica, per il mantenimento della fisiologia cellulare e l’attività dell’organismo. Semplici e composti, di origine vegetale,animale e minerale, rappresentano per l’uomo il carburante che introdotto grezzo e poi metabolizzato, assorbito e utilizzato risponde a tutte le necessità immediate e nel di più, si accumulano nelle aree di deposito. Prima scomposti nell’apparato digerente e poi ricomposti nel fegato, esplicano la loro funzione plastica per la crescita e il rinnovo cellulare ed energetica attraverso un vero processo di combustione.
I LARN (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione Italiana) fondati su criteri di natura biologica e preventiva e formulati sulla base del parere di una commissione di esperti, nell’ultima revisione nel 2012, ne stabiliscono i bisogni per singolo individuo, nell’età evolutiva come anche nelle altre fasi della vita. Nell’età evolutiva, la media calorica crescente fino alla fase di stabilizzazione corporale (sulle 3000 Kcl nel maschio e di 2.500 nella femmina, distribuite nella percentuale leggermente variabile tra il 55 e 60 % di glucidi, il 10-15% di protidi e al di sotto del 30% di grassi).
Come si innestano età e alimentazione: mettendo da un lato l’età e dall’altro le sue necessità alimentari che nell’adolescenza sono tante in ragione del fatto che i ragazzi crescendo, assumono caratteristiche fisiche individuali, emotive, cognitive e comportamentali che li fanno sentire adulti. Che danno consapevolezza di Sé. Sono “piccoli adulti” che coltivano i loro interessi specie sportivi. Che godono la loro giovinezza con una richiesta alimentare quantitativamente ben rappresentata sia sotto l’aspetto quantitativo che qualitativo.
Ci si domanda: esiste una dieta ideale per l’adolescente?
Non esiste una dieta ideale, ma esiste un dieta garantita che tiene conto in prima istanza del rispetto dei principi essenziali della vita, che non scade nel difetto con la malnutrizione o nell’eccesso che porta all’obesità.
In salute, le richieste alimentari sono regolate dalle variazioni biochimiche, e vengono gestite dall’istinto: consumi…introduci lasciando libero spazio alla fantasia, variando le pietanze, regolando gli orari dei pasti, sempre soddisfacendo il palato e la vista. Basta tenere d’occhio la bilancia e si mantiene la salute che per l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) è stato di completo benessere fisico, psichico e sociale.
Cosa ben diversa è la necessità nei casi particolari sia in salute - attività sportiva - sia in malattia: in questi casi è d’obbligo un regime, obbligatoriamente personalizzato e gestito.
Sintetizzando, sapere mangiare significa distribuire i pasti della giornata nei tre pasti principali e aggiungere 3 merende, una tra la colazione e il pranzo, una pomeridiana e una dopo circa due ore dalla cena. Incominciare bene la giornata con una ricca colazione fatta a tavola. Organizzare un’ alimentazione il più possibile equilibrata nei suoi componenti, senza mangiare davanti alla TV o stando al compiuter o andando su e giù per la stanza perché il cervello si distrae e porta facilmente a prendere chili di troppo.
Seguendo le linee guida dell’ Istituto Nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione che vogliono attenzione per al peso, più cereali, legumi, ortaggi e frutta, pochi grassi, poco sale, pochissimi zuccheri, alcolici con moderazione, tutto in un pasto sempre variato che rispetti 2-3 volte al giorno la presenza di pasta o pane o riso o patate, 2 volte o più la frutta e la verdura, 1 volta il latte o lo yogurt, 3-4 volte la settimana legumi e pesce, 2-3 volte le carni bianche o rosse o i formaggi, 1-2 volte gli insaccati o le uova, sempre limitati gli zuccheri e i grassi di condimento.
Massima è mai troppi…mai pochi…sempre di tutto un po’, sempre a tavola perché come dice Adam Gopnik la tavola è il principio, è l’ultimo focolare della v ita familiare
. Prof. Antonino Arcoraci
Presidente FEDERSPeV Sez di Messina
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