19 settembre, 2018

Il “profumo del Potere”



Il “profumo del Potere”

Tra assolutismo e “giochi circensi” per nascondere la inefficienza di gestione della “res pubblica”


Dicono che il potere ubriaca e che, quindi, la gestione della cosa pubblica potrebbe andare incontro a dolorosi eventi se l'esaltazione tracima dagli argini della legalità e della democrazia. Ciò accade quando si lascia libertà di decisione ad una sola persona; se, invece, la conduzione del governo di un Paese, di una comunità o di un ente pubblico viene gestita collegialmente la democrazia non corre alcun pericolo.
L’aspetto negativo di una gestione democratica è quello quando il “capo” impone il suo volere e nessuno ha il coraggio di contraddirlo o di fargli notare che quel tipo di decisione è sbagliata. In tal caso ci troviamo in presenza di una trasformazione del potere, che da relativo si avvia ad essere assoluto. Ed è allora che la democrazia corre seri rischi.
In tal altri casi, in piccoli centri soprattutto, troviamo , talvolta, una gestione della comunità laddove larvati gruppi di potere politico, economico e religioso “fanno cartello”. Questo avviene soprattutto quando quei poteri sono nelle mani di un solo clan: si instaura così una sorta di dittatura strisciante che annichilisce il cittadino e gli toglie la libertà di decidere autonomamente: quest’uomo vive sotto ricatto e ne viene annullata la sua personalità.


A proposito di Potere, mi viene in mente cosa accadeva, parecchi secoli addietro, durante l'impero romano .“L'espressione Panem et Circenses alludeva ad un meccanismo di potere influentissimo sul popolo romano, era la formula del benessere popolare e quindi politico; un vero bozzo/strumento in mano al potere per far cessare i malumori delle masse, che con il tempo ebbero voce proprio nei luoghi dello spettacolo. ….Per estensione, la locuzione è stata poi usata, soprattutto in funzione critica, per definire l'azione politica di singoli o gruppi di potere volta ad attrarre e mantenere il consenso popolare mediante l'organizzazione di spettacoli e attività ludiche collettive come le terme, o ancor più specificatamente a distogliere l'attenzione dei cittadini dalla vita politica, in modo da lasciarla alle élite” (Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.).
Ed ancora. Nella enciclopedia Rizzoli-Larousse, leggiamo che l'espressione di Governale stava ad indicare che” la plebe romana, politicamente decaduta, non aveva altri desideri che ricevere distribuzioni gratuite di grano ed assistere agli spettacoli del circo. E' citata oggi a proposito di una politica demagogica, che tende a soddisfare le esigenze elementari od anche i bassi istinti del popolo, senza affrontare i problemi importanti.”

Il metodo ha resistito ai secoli e, sotto altra foggia, ha preso contorni e forme moderne di una astuta, ma ingannevole, attuazione. Avviene che in alcuni piccoli centri, inopinatamente, siede su uno scanno un capo tribù che indossa la veste di “potente” di turno - si fa per dire- il quale, per nascondere la sua insufficienza, ricorre a siffatti sistemi. Oppure, con questi trucchetti cerca di distrarre l'attenzione della gente rispetto alla gravità dei problemi, verosimilmente per farsi ricordare come un ...“grande sceicco”, con l'illusione di un intimo pio desiderio – senza riscontro- che, almeno, i suoi sodali possano “rimpiangerlo”. E quindi, la distribuzione gratuita di frumento viene sostituita dalle sagre, dove si mangia e si beve, mentre spettacoli, danze e quant'altro richiama sembianze ludiche rimpiazzano i giochi circensi, gli eventi gioiosi della religione pagana e gli spettacoli antichi con l'ovvia benedizione del gran sacerdote locale, rappresentante onnipresente della casta, in sostituzione dei guardiani del tempio dedicato al Grande Giano.
Le casse spesso languono, ma quei pochi euro disponibili, anziché utilizzarli per risolvere le necessità contingenti od urgenti nonchè per realizzare i servizi di utilità sociale, vengono dilapidati per soddisfare i desideri latenti del popolo attraverso istanti di spensierata festosità od anche per assecondare le richieste clientelari dei propri cortigiani, pur di dubbia legalità.
In simili circostanze, la gente tace e diviene omertosa- pur non essendolo fondamentalmente- di fronte alla presenza di una strisciante forma dispotica ed autocratica che gestisce, in solitudine, il potere politico, economico e... religioso.
L'uomo è libero se ha la facoltà di agire spontaneamente per iniziativa della propria volontà e della propria ragione e se ha la possibilità di sviluppare la propria condizione di uomo e, dunque, la propria personalità. L'uomo vive libero se il potere rispetta le regole della democrazia e delle leggi; se, invece, ci si trova in una situazione opposta è il caso di esclamare: “Povera, e nuda vai” democrazia in quel.... medievale... feudo che lo sceicco ritiene gli appartenga!
G.Z.


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