Il
“profumo del Potere”
Tra
assolutismo e “giochi circensi” per nascondere la inefficienza di
gestione della “res pubblica”
Dicono
che il potere ubriaca e che, quindi, la gestione della cosa pubblica
potrebbe andare incontro a dolorosi eventi se l'esaltazione tracima
dagli argini della legalità e della democrazia. Ciò accade quando
si lascia libertà di decisione ad una sola persona; se, invece, la
conduzione del governo di un Paese, di una comunità o di un ente
pubblico viene gestita collegialmente la democrazia non corre alcun
pericolo.
L’aspetto
negativo di una gestione democratica è quello quando il “capo”
impone il suo volere e nessuno ha il coraggio di contraddirlo o di
fargli notare che quel tipo di decisione è sbagliata. In tal caso ci
troviamo in presenza di una trasformazione del potere, che da
relativo si avvia ad essere assoluto. Ed è allora che la democrazia
corre seri rischi.
In
tal altri casi, in piccoli centri soprattutto, troviamo , talvolta,
una gestione della comunità laddove larvati gruppi di potere
politico, economico e religioso “fanno
cartello”. Questo avviene soprattutto
quando quei poteri sono nelle mani di un solo clan: si instaura così
una sorta di dittatura strisciante che annichilisce il cittadino e
gli toglie la libertà di decidere autonomamente: quest’uomo vive
sotto ricatto e ne viene annullata la sua personalità.
A
proposito di Potere, mi viene in mente cosa accadeva, parecchi secoli
addietro, durante l'impero romano .“L'espressione
Panem et Circenses alludeva ad un meccanismo di potere influentissimo
sul popolo romano, era la formula del benessere popolare e quindi
politico; un vero bozzo/strumento in mano al potere per far cessare i
malumori delle masse, che con il tempo ebbero voce proprio nei luoghi
dello spettacolo.
….Per
estensione, la locuzione è stata poi usata, soprattutto in funzione
critica, per definire l'azione politica di singoli o gruppi di potere
volta ad attrarre e mantenere il consenso popolare mediante
l'organizzazione di
spettacoli
e
attività ludiche collettive come le
terme, o
ancor più specificatamente a distogliere l'attenzione
dei cittadini dalla vita politica, in modo da lasciarla alle élite”
(Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.).
Ed
ancora. Nella enciclopedia Rizzoli-Larousse, leggiamo che
l'espressione di Governale stava ad indicare che”
la plebe romana, politicamente decaduta, non aveva altri desideri che
ricevere distribuzioni gratuite di grano ed assistere agli spettacoli
del circo. E' citata oggi a proposito di una politica demagogica, che
tende a soddisfare le esigenze elementari od anche i bassi istinti
del popolo, senza affrontare i problemi importanti.”
Il
metodo ha resistito ai secoli e, sotto altra foggia, ha preso
contorni e forme moderne di una astuta, ma ingannevole, attuazione.
Avviene che in alcuni piccoli centri, inopinatamente, siede su uno
scanno un capo tribù che indossa la veste di “potente” di turno
- si fa per dire- il quale, per nascondere la sua insufficienza,
ricorre a siffatti sistemi. Oppure, con questi trucchetti cerca di
distrarre l'attenzione della gente rispetto alla gravità dei
problemi, verosimilmente per farsi ricordare come un ...“grande
sceicco”, con l'illusione di un intimo pio desiderio – senza
riscontro- che, almeno, i suoi sodali possano “rimpiangerlo”.
E quindi, la distribuzione gratuita di frumento viene sostituita
dalle sagre, dove si mangia e si beve, mentre spettacoli, danze e
quant'altro richiama sembianze ludiche rimpiazzano i giochi
circensi, gli eventi gioiosi della religione pagana e gli spettacoli
antichi con l'ovvia benedizione del gran sacerdote locale,
rappresentante onnipresente della casta, in sostituzione dei
guardiani del tempio dedicato al Grande Giano.
Le
casse spesso languono, ma quei pochi euro disponibili, anziché
utilizzarli per risolvere le necessità contingenti od urgenti
nonchè per realizzare i servizi di utilità sociale, vengono
dilapidati per soddisfare i desideri latenti del popolo attraverso
istanti di spensierata festosità od anche per assecondare le
richieste clientelari dei propri cortigiani, pur di dubbia legalità.
In
simili circostanze, la gente tace e diviene omertosa- pur non
essendolo fondamentalmente- di fronte alla presenza di una
strisciante forma dispotica ed autocratica che gestisce, in
solitudine, il potere politico, economico e... religioso.
L'uomo
è libero
se
ha la facoltà di agire spontaneamente per iniziativa della propria
volontà e della propria ragione e se ha la possibilità di
sviluppare la propria condizione di uomo e, dunque, la propria
personalità. L'uomo vive libero se il potere rispetta le regole
della democrazia e delle leggi; se, invece, ci si trova in una
situazione opposta è il caso di esclamare: “Povera,
e nuda vai” democrazia in quel.... medievale... feudo che lo
sceicco ritiene gli appartenga!
G.Z.

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