Avevamo il bello ma l'abbiamo distrutto
La cultura ,
nelle sue variegate accezioni, oltre ad affinare le menti, è una
componente per incrementare il turismo. Un visitatore di città, di
siti e di borghi cerca anche di appagare la sua sete di conoscere
attraverso la visitazione di “cose” da ammirare: musei, opere
d'arte, resti archeologici, monumenti e beni architettonici di vario
genere assieme alle bellezze naturali. L'”antico” ha sempre
incuriosito le persone di cultura , nonché il turista che vuole
scoprire siti ed usi del tempo remoto. Oltre tutto, questi beni sono
fonte di economia nel momento in cui l'offerta di un pacchetto di
soggiorno od anche di escursione comprende la visita di siffatte
antiche strutture.
Longi ha
siti ed angoli di incomparabile bellezza, ma purtroppo quelle poche
attrattive di vecchie strutture sono state distrutte. Rammento: il
lavatoio comunale in contrada Fontana, il magazzeno di S.Antonio al
Serro, il Monumento ai Caduti con la vasca dei pesciolini sotto i due
canali, le case di Ferrante, le fontanelle di acqua potabile ed i
piccoli lavatoi nei quartieri; le stesse case di Mangalavite,
ripristinate in stile moderno, hanno perso il richiamo all'antica
struttura; ed ancora, la preesistente edicola votiva in pietra “ a
cruci u serru” dedicata a S.Leone, i Due Canali con entrambe le
bocche che erogavano un grosso getto d'acqua freschissima, i mulini
ad acqua, “u trappitu” in contrada S.Maria, il drappificio in c.
Paratore.
Comprendo
perfettamente che l'evoluzione per migliorare ambienti e spazi da
vivere comporta un cambiamento dell'assetto viario, dell'ambiente e
di strutture preesistenti, ma l'acume professionale del progettista
avrebbe dovuto o dovrebbe indurlo a cosa fare per lasciar convivere
il nuovo ed il moderno con l' antico. Così purtroppo non è stato
per il nostro paese. Mi auguro che non venga deturpato, ma semmai
soltanto restaurato , l'ultimo bene architettonico rimasto: l'ex
chiesa di S. Salvatore.
I Murales,
realizzati nel 1995, in contrada Castiglione, costituivano un'altra
attrattiva per i turisti. Ma il disinteresse verso i beni culturali e
la mancata periodica manutenzione ne hanno cancellato ogni traccia.
E' un vero peccato perchè, oltre tutto, hanno contribuito alla loro
realizzazione alcuni artisti longesi, qualcuno dei quali è divenuto
prestigioso nell'arte del dipingere le tele, un vero pittore le cui
opere piacciono. Mi riferisco a Franco Pidalà, vincitore anche di
kermesse d'arte. Ma non è da meno Franco Brancatelli. Ne ho
custodito le foto che pubblico per chi avesse il piacere di
conservarle tra le cose belle del nostro paese.
Mi corrodo
nell'intimo quando vedo immagini di centri urbani arricchiti di
murales o di opere d'arte all'aperto perchè quel poco che, a Longi,
avevamo è stato distrutto. Così come non posso che complimentarmi
con coloro che hanno trasformato, con grafica d'arte moderna, murales
“sui generis”, l'ingresso di un paese a noi vicino: sono
immagini meravigliose.
G.Z.















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