08 settembre, 2019

A LONGI


Avevamo il bello ma l'abbiamo distrutto


La cultura , nelle sue variegate accezioni, oltre ad affinare le menti, è una componente per incrementare il turismo. Un visitatore di città, di siti e di borghi cerca anche di appagare la sua sete di conoscere attraverso la visitazione di “cose” da ammirare: musei, opere d'arte, resti archeologici, monumenti e beni architettonici di vario genere assieme alle bellezze naturali. L'”antico” ha sempre incuriosito le persone di cultura , nonché il turista che vuole scoprire siti ed usi del tempo remoto. Oltre tutto, questi beni sono fonte di economia nel momento in cui l'offerta di un pacchetto di soggiorno od anche di escursione comprende la visita di siffatte antiche strutture.
Longi ha siti ed angoli di incomparabile bellezza, ma purtroppo quelle poche attrattive di vecchie strutture sono state distrutte. Rammento: il lavatoio comunale in contrada Fontana, il magazzeno di S.Antonio al Serro, il Monumento ai Caduti con la vasca dei pesciolini sotto i due canali, le case di Ferrante, le fontanelle di acqua potabile ed i piccoli lavatoi nei quartieri; le stesse case di Mangalavite, ripristinate in stile moderno, hanno perso il richiamo all'antica struttura; ed ancora, la preesistente edicola votiva in pietra “ a cruci u serru” dedicata a S.Leone, i Due Canali con entrambe le bocche che erogavano un grosso getto d'acqua freschissima, i mulini ad acqua, “u trappitu” in contrada S.Maria, il drappificio in c. Paratore.
Comprendo perfettamente che l'evoluzione per migliorare ambienti e spazi da vivere comporta un cambiamento dell'assetto viario, dell'ambiente e di strutture preesistenti, ma l'acume professionale del progettista avrebbe dovuto o dovrebbe indurlo a cosa fare per lasciar convivere il nuovo ed il moderno con l' antico. Così purtroppo non è stato per il nostro paese. Mi auguro che non venga deturpato, ma semmai soltanto restaurato , l'ultimo bene architettonico rimasto: l'ex chiesa di S. Salvatore.
I Murales, realizzati nel 1995, in contrada Castiglione, costituivano un'altra attrattiva per i turisti. Ma il disinteresse verso i beni culturali e la mancata periodica manutenzione ne hanno cancellato ogni traccia. E' un vero peccato perchè, oltre tutto, hanno contribuito alla loro realizzazione alcuni artisti longesi, qualcuno dei quali è divenuto prestigioso nell'arte del dipingere le tele, un vero pittore le cui opere piacciono. Mi riferisco a Franco Pidalà, vincitore anche di kermesse d'arte. Ma non è da meno Franco Brancatelli. Ne ho custodito le foto che pubblico per chi avesse il piacere di conservarle tra le cose belle del nostro paese.
Mi corrodo nell'intimo quando vedo immagini di centri urbani arricchiti di murales o di opere d'arte all'aperto perchè quel poco che, a Longi, avevamo è stato distrutto. Così come non posso che complimentarmi con coloro che hanno trasformato, con grafica d'arte moderna, murales “sui generis”, l'ingresso di un paese a noi vicino: sono immagini meravigliose.
G.Z.


I DISTRUTTI MURALES DI  C. CASTIGLIONE






















































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