Gaetano Zingales
UN ISTANTE, UNA VITA
Dall’alba al tramonto e dal tramonto all’alba
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QUESTA VALLE
Poggia l’orecchio
sul silenzio delle "Rocche"
ed udrai ancora
gli zoccoli dei cavalli saraceni
calpestare
il sacro suolo dei santi.
Dal colle della contrada
godrai
le movenze della ninfa del Fitalia
danzante nelle turchine acque
delle Isole;
vedrai
bianchi armenti
sulle verdi erbe
al limitare delle distese
di larici e faggi
e superbi rapaci
proiettare la loro ombra
sotto le aeree volute.
Qui vissero gli dei
scesi dal Monte
qui s’incontravano i beati
per spegnere la loro sete
qui vengono gli amanti
per un abbandono
al riparo delle fronde silvane.
Vieni anche tu
passeggero del mondo
tu che inquieto erri
tu che cerchi l’amaca
ultimo guanciale del tuo cammino:
la luce busserà alla tua porta
col cinguettio degli uccelli.
Poggia l’orecchio
sul silenzio delle "Rocche"
ed udrai ancora
gli zoccoli dei cavalli saraceni
calpestare
il sacro suolo dei santi.
Dal colle della contrada
godrai
le movenze della ninfa del Fitalia
danzante nelle turchine acque
delle Isole;
vedrai
bianchi armenti
sulle verdi erbe
al limitare delle distese
di larici e faggi
e superbi rapaci
proiettare la loro ombra
sotto le aeree volute.
Qui vissero gli dei
scesi dal Monte
qui s’incontravano i beati
per spegnere la loro sete
qui vengono gli amanti
per un abbandono
al riparo delle fronde silvane.
Vieni anche tu
passeggero del mondo
tu che inquieto erri
tu che cerchi l’amaca
ultimo guanciale del tuo cammino:
la luce busserà alla tua porta
col cinguettio degli uccelli.
g.z.
2 commenti:
E' sempre un piacere leggere le sue poesie, mi lasciano addosso il profumo del tempo, di quella memoria che rinnova i fasti dell'antica Magna Graecia in un contesto attuale impoverito e inquietante. Un cantore, lei Zingales, che occupa un posto preminente nella Sicilia dei romantici, dei cultori storici di bellezze dimenticate, del meraviglioso e rabbioso succedersi d'immagini mai cancellate e stabili nelle nostre coscienze.
Grazie. Troppo buono: non merito tanto.
g.z.
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