16 marzo, 2015

Invecchiamento attivo: Stile di vita





         Per Vittorio Calogero, l'arte della longevità non riguarda solo gli anziani, ma tutti coloro che vogliono apprendere per tempo uno stile di vita sano che possa aiutarli a vivere meglio, ritagliandosi gli spazi più consoni alla propria natura e Don Vinicio Albanesi aggiunge: il benessere è il frutto di una serie di circostanze inerenti salute fisica, psicologica, relazionale, economica e sociale.
Noi parliamo di stile di vita dell'anziano come se la fascia di età dell'anziano potesse essere staccata dalle fasce di età precedenti. Lo stile di vita non si inventa e non si applica come soluzione di un problema. Lo stile di vita va cercato, va costruito fin dalla giovane età, per una buona qualità della vita che deve essere mantenuta anche con l'aumentare degli anni. Ancor più oggi, in cui la vita media si è allungata e le prospettive di vita fanno bene sperare. L'obiettivo non si limita a dare anni alla vita, ma piuttosto, vita agli anni. Vivere gli anni nel rispetto del principio voluto dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che considera invecchiamento attivo, il processo volto ad ottimizzare le opportunità per la salute, la partecipazione e la sicurezza, allo scopo di rafforzare la qualità della vita. Viverli come uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non come semplice assenza dello stato di malattia o di infermità.
Lo stile di vita dell'anziano è uno stile assolutamente salutistico, che Vittorio Nicita Mauro sintetizza nei seguenti 10 punti: 1- la salute è un bene prezioso che devi imparare a tutelare sin dall'infanzia; 2- adotta un'alimentazione equilibrata e varia mantenendo il peso ideale; 3- svolgi costantemente attività intellettiva e possibilmente creativa: l'apprendimento costante è "farmaco dì giovinezza"; 4- considera le relazioni sociali, l'amicizia ed in particolare l'amore, importanti ad ogni età; 5- pratica attività fisica con regolarità e proporzionalmente all'età; 6- evita il fumo e le droghe, limita il consumo di alcolici; 7- lo stile di vita non deve essere aggressivo; 8- usa i farmaci, in specie gli psicofarmaci, solo quando realmente necessari e sotto controllo medico; 9- affronta la vita con ottimismo: pensare positivo attenua lo stress e fa vivere meglio; 10- segui un tuo progetto di vita capace di favorire una progressiva crescita spirituale, cercando di avere sempre più sogni e meno rimpianti.
Questi 10 punti si incontrano spesso con le 10 esplicitazioni dell'obbiettivo: vivere bene, vivere a lungo: 1- la salute è un bene prezioso che devi imparare a tutelare sin dall'infanzia; 2- adotta un'alimentazione equilibrata e varia mantenendo il peso ideale; 3- svolgi costantemente attività intellettuali e creative: l'apprendimento costante è "farmaco di giovinezza" \ 4- pratica attività fisica con regolarità e proporzionatamente ali 'età; 5- Evita il fumo, limita il consumo dì alcolici, usa i formaci solo quando necessario e sotto controllo medico; 6- rispetta il sonno perché è un alleato del benessere; 7- affronta la vita con ottimismo: pensare in positivo attenua lo stress e fa vivere meglio; 8- tieni presente che il
lavoro è importante, ma non trascurare i rapporti interpersonali e le relazioni sociali; 9- considera l'amore, in tutte le sue espressioni, essenziale ad ogni età: la vita si allunga sotto la spinta dell'amore; 10- segui un tuo progetto di vita capace di favorire una progressiva crescita inferiore.
         Esaminiamoli uno per uno:
         la salute è un bene prezioso che devi imparare a tutelare sin dal l'infanzia.
         Bisogna essere attivi sin da giovani per garantirsi una buona qualità della vita anche avanti negli anni. Impegnare in unità di interesse, il corpo e la mente. Si invecchia bene mantenendo forza e fiducia, desiderando e progettando, vivendo e aiutando a vivere, pensando in positivo.
         Remez Sasson consiglia: se ti ritrovi a pensare in modo negativo, passa immediatamente a pensare in modo positivo. Controlla quello che ti entra nella mente. Apri la porta alle cose positive e chiudila a quelle negative.
         Adotta un'alimentazione equilibrata e varia mantenendo il peso ideale.
         L'alimentazione, importante a tutte le età, deve essere sana, equilibrata, varia e mediterranea. L'UNESCO da 4 anni considera l'alimentazione mediterranea un suo patrimonio perché antiaterogena in ragione della presenza dei polifenoli nell'olio, del resveratrolo nell'uva, del licopene nei pomodori e non solo per questo. Anche l'Oms e l'Unicef la considerano "alimentazione migliore del mondo" e il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, intervenendo alla conferenza di Agrinsieme nel 2014 ha aggiunto "se fatta assieme a corretto stile di vita e all'attività fisica, è capace di fare risparmiare allo Stato 10 miliardi, di cui 3 spesi per i formaci per la cura del diabete alimentare ".
         In verità, la dieta mediterranea è gustosa, da piacere, facilita la convivialità e se fatta in maniera equilibrata con gli alimenti alcalinizzanti, i cereali, i legumi, gli ortaggi, il pesce, risponde e bene, alle esigenze della vita. In una piramide che segna le quantità, le qualità e la maniera di distribuzione degli alimenti, alla base, stanno le verdure, i farinacei e la frutta, e poi via via, meno carni, poco grassi, pochissimi zuccheri. Distribuita in 4 pasti, dando giusta importanza alla prima colazione, con poco sale, l'alimentazione mediterranea garantisce tutte le necessità, compresi gli oligoelementi. Ricca di triptofano e melatonina, aiuta il sonno e completa dei bisogni minerali, garantisce la consistenza dell'osso.
         Svolgi costantemente attività intellettiva e possibilmente creativa: l'apprendimento costante è «farmaco di giovinezza».
L'individuo nel corso degli anni è modificabile e la sua intelligenza non è elemento biologico statico. L'educazione cognitiva e più precisamente metacognitiva, gli viene in parte trasmessa, molta l'apprende. La formazione dell'abilità mentale superiore, che va al di là dei processi cognitivi primari - leggere, calcolare, ricordare - gli viene insegnata. L'ambiente lo aiuta ad associare, collegare, integrare, organizzare le informazioni. Lui le acquisisce e, indipendentemente dall'età, le elabora e le trasmette. L'esercitarsi accresce l'abilità cognitiva. Anche nell'anziano. La Geragogia, nuova branca della scienza medica lo insegna.
         Invecchiando lentamente si ridurre la memoria recente. Non c'è una data fissa: il calo incomincia in maniera larvata ed è progressivo. I gerontologhi non ritengono questa perdita sostanziale, perché riattivabile con l'esercizio mentale e con tecniche mnemoniche adeguate. Importante è accettarla e per quanto possibile, risparmiarla.
         Come prevenirla e quando compare, come contrastarla? Esercitandosi con la lettura, parlando e ascoltando, usando il computer, giocando, guardando la televisione, meglio andando al cinema o a un incontro culturale. Facendo le parole crociate, scrivendo, ...progettando come se si dovesse vivere mille anni ....sognando. I metodi di insegnamento consigliati sono tanti: il Feuerstein è il più recente, ma non di facile attuazione e ancora poco conosciuto. In Sicilia solo all'Oasi di Troina.
         Non sempre l'anziano è nelle condizioni facilitanti: non sempre ha una famiglia a cui appoggiarsi e non sempre ha i mezzi economici per curarsi o farsi aiutare. In questi casi la solidarietà umana, meglio se intergenerazionale, è importante, ma spesso non basta.
         Considera le relazioni sociali, l'amicizia ed in particolare l'amore importanti ad ogni età.
         Nuccia Bottari, durante la tavola rotonda fatta a Messina sull'invecchiamento attivo nel 2012, mi ha insegnato che la scelta dei supporti per invecchiare meglio possibile è abbastanza larga: pregare, ringraziare, volere bene anche al di fuori della famiglia... imparar e ad accettare quasi tutto, amare il prossimo, non avere rancori, saper cogliere gli aspetti positivi in quasi tutte le circostanze, sperare e soprattutto amare. Amare e essere amato, per l'anziano è ossigeno. Mantenere rapporti di amicizia significa dialogo, distrazione, compagnia, scambio di idee. Fra amici si da e si riceve sempre qualcosa. Pratica attività fisica con regolarità e proporzionalmente all'età.
         I modi e i mezzi sono tanti: camminare:...una camminata a «passo svelto» di 20' al giorno, allunga la vita di qualche anno sostiene Maria Rita Montebelli. Camminare rende più forti, più magri, più calmi, più felici, più sani, più giovani. Camminare allontana lo stress, l'ansia, il nervosismo, le malattie, le preoccupazioni, il sovrappeso, la noia. Salire e scendere le scale aiuta la salute, aumenta il consumo di calorie, aumenta l'autostima, potenzia l'attività muscolare, allunga la vita. Fare sci ...di fondo, ballare, andare in bicicletta, nuotare...Razionalizzando i tempi e i modi. Ne trarranno beneficio giovani e meno giovani, anziani compresi. Naturalmente con il vestiario adeguato, iniziando gradatamente, non facendo attività fisica in caso di indisposizione, divertendosi. Privilegiando le ore meno fredde in inverno e meno calde in estate. Mai a stomaco pieno e almeno 3 ore dopo i pasti. Ricostituendo ogni volta le scorte idriche bevendo liquidi non ghiacciati, né contenenti gas. Non usando alcolici prima o subito dopo uno sforzo. Guardandosi dall'eccessiva competitività con gli amici.
         Evita il fumo e le droghe, limita il consumo di alcolici.
         E' notorio: fumo e droghe fanno male a tutte le età. Il fumo uccide scrive lo Stato italiano pure distribuendo legalmente le sigarette. Anche quello passivo, perché interferisce sulla replica cellulare, sulla capacità di resistenza allo sforzo fisico, anche se interessa in maniera particolare l'albero respiratorio.
         Le droghe toccano poco la sfera dell'anziano. Sono rari i casi in cui l'anziano in salute, fa uso di droghe. Li usa, e spesso, a scopo farmacologico. In questi casi, le droghe naturali o sintetiche, in ragione del loro principio attivo, interferiscono sul cervello e su tanti altri organi e apparati. Possono essere eccitanti se di tipo anfetaminico. Possono essere sedative. Usate in eccesso e per tempi lunghi, incidono sul tono dell'umore: portano depressione. Ben altra cosa è l'alcol che l'anziano introduce come birra, vino, superalcolici.
         Apuleio parlando del vino ha detto il primo bicchiere riguarda la sete, il secondo l'allegria, il terzo la voluttà, il quarto la pazzia e Ippocrate ha considerato il vino una cosa meravigliosamente appropriata per l'uomo, sia in salute che in malattia, purché usato a proposito in giusta misura e secondo la costituzione individuale.
         Per quanto si conoscano i danni, l'alcol, specie il vino, viene largamente usato. Si mette a tavola, accompagna le portate rafforzandone i sapori. Usato a lungo però e fuori dal dovuto - come sostiene Mauro Ceccanto nel suo libro "alcol e dintorni"- porta dipendenza. Il suo effetto edonistico è forte: viene usato come aperitivo o come digestivo. Fuori dai pasti è euforizzante, è fonte di piacere, da oblio di giorno o di notte, da soli o in compagnia. Il detto: Il vino fa buon sangue, è falso!
Facile superare i limiti. Vale per i giovani come per gli adulti e gli anziani. La propensione all'alcol non è di tutti e, quando abusato, nell'acuto, procura effetti immediati sul sistema nervoso centrale proporzionali alla concentrazione ematica: rallenta le capacità di elaborazione mentale, le percezioni, prolunga i tempi di reazione fino alla perdita della capacità di controllo della guida. Lascia passare facilmente dall'ebrezza con i segni dell'euforia, alla ubriachezza con la incapacità di autogestirsi e la violenza. Nel cronico porta danni prevalentemente di tipo neurologico, ma risentono tutti gli organi e apparati.
Non bisogna criminalizzarlo: l’alcol è un alimento capace di dare 7 Kcl per gr. importanti sotto l’aspetto calorico-nutrizionale. Nel poco da gioia, nel molto dolore.
         Lo stile dì vita non deve essere aggressivo.
         Novalis dice: si può diventare solo in quanto si è già. L'ambiente certamente facilita. Importante non lasciarsi trascinare, vedere il lato buono in ogni cosa: il bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto soffermandosi sul pieno. Adottare quanto Nicita Maruro invita a fare al punto 7 delle dieci esplicitazioni dell'obiettivo: vivere bene, vivere a lungo, cioè: affrontare la vita con ottimismo perché pensare in positivo attenua lo stress. Essere coinvolti senza restare succubi. Dare spazio ai propri interessi, soddisfare i propri bisogni. Paradossalmente cambiare le priorità apprezzando di più la vita.
         Usa i formaci, in specie gli psicofarmaci, solo quando realmente necessari e sotto controllo medico.
         L'età facilita il consumo di farmaci. Secondo il rapporto dell'OSMED del 2010, in Italia, il 62% di tutte le prescrizioni, sono per gli anziani. La gestione della terapia farmacologica nell'anziano si rende difficile da un lato per la complessità della fìsiopatologia del soggetto, dall'altro per la necessita di avere bisogno e spesso, di una poliprescrizione per una polipatologia. Il dato dell'Ue del 2012 specifica che solo il 25% degli anziani con patologie croniche assume i farmaci in maniera corretta e il 29% di questi secondo il GIFA (Gruppo Italiano di Farmacovigilanza nell'Anziano) li usa in maniera inappropriata per dosaggio o durata. La conseguenza è avere effetti collaterali indesiderati, a volte pericolosi. Diventa importante seguire le prescrizioni mediche. Non fare mai automedicazione o autoprescrizione!
         Dei contenuti dei punti 9 e 10: affronta la vita con ottimismo: pensare positivo attenua lo stress e fa vivere meglio e segui un tuo progetto di vita capace di favorire una progressiva crescita spirituale, cercando di avere sempre più sogni e meno rimpianti, se ne è già parlato a sufficienza.
         Mi piace soffermarmi invece sui punti 6 e 9 dell'obiettivo: vivere bene, vivere a lungo.
         Il punto 6 recita: rispetta il sonno perché è un alleato del benessere.
         Il sonno è importante sia nella fase REM che non-REM: circa il 60% degli anziani soffre di alterazioni del sonno per variazioni fìsiologiche legate all'invecchiamento, per riduzione del sonno motivato da malattie mediche o psichiatriche, per possibili effetti legati ai farmaci. Dormire è segno di buona salute. Dormire poco o male la notte facilita la sonnolenza diurna, con riduzione della capacità di attenzione, alterazione della memoria, diminuzione delle capacità cognitive, sofferenza, costo sociale.
         Bisogna facilitarlo nel rispetto del ritmo sonno-veglia, limitando e evitando alimenti, usi, abitudini o farmaci che interferiscono con il sonno fisiologico.
         Il punto 9 considera l'amore, essenziale in tutte le sue espressioni, ad ogni età.
         E' vero, l'amore è ragione di vita per l'anziano. L'anziano ne sente il bisogno: vuole essere amato e vuole amare. Amare nel senso più lato della parola. In famiglia, nella società, in coppia. Anna Bottari ha detto: per un anziano, un anno in più non significa molto, se l'amore che lo circonda cresce ancora di più ". Amore, che per Jeanne Moreau, lo protegge. Amore anche erotico che passando gli anni cambia nella qualità: diventa sempre meno di tipo genitale e sempre più gestualità, contatto, coccolamento, tenerezza, complicità. Amore capace di ammansire non solo il nemico che ci aggredisce, ma anche quello che si annida in noi sotto forma di astiosità e pensieri negativi facendolo diventare vittoria. Amore che nell'espressione più nobile, scende nella sfera intima delle persone. Amore meccanismo del mondo e di tutta la vita, amore massimo capace di movere il sole e l'altre stelle.

   Non si vive se non il tempo che si ama. (Claude Adrien Helvetius)

ANTONINO ARCORACI

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