Per Vittorio Calogero, l'arte della longevità non riguarda solo gli anziani, ma tutti coloro che vogliono apprendere per tempo uno
stile di vita sano che possa aiutarli a vivere
meglio, ritagliandosi gli spazi più consoni alla propria natura
e Don Vinicio Albanesi aggiunge: il
benessere è il frutto di una serie di circostanze inerenti salute fisica,
psicologica, relazionale, economica e sociale.
Noi parliamo di stile di vita dell'anziano come se la
fascia di età dell'anziano potesse essere staccata
dalle fasce di età precedenti. Lo stile
di vita non si inventa e non si
applica come soluzione di un problema. Lo stile di vita va cercato, va costruito fin dalla giovane
età, per una buona qualità della vita che deve essere mantenuta anche con l'aumentare degli anni.
Ancor più oggi, in cui la vita media si è allungata e le prospettive di vita
fanno bene sperare. L'obiettivo non si limita a dare anni alla vita, ma piuttosto, vita agli anni. Vivere gli anni nel rispetto del principio voluto dall'Organizzazione Mondiale
della Sanità (OMS) che considera
invecchiamento attivo, il processo volto ad
ottimizzare le opportunità per la salute, la
partecipazione e la sicurezza, allo scopo di rafforzare la qualità della vita. Viverli come uno
stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non come semplice assenza dello stato di malattia o di infermità.
Lo stile di vita dell'anziano è uno stile assolutamente
salutistico, che Vittorio Nicita Mauro sintetizza nei
seguenti 10 punti: 1- la salute è un bene prezioso
che devi imparare a tutelare sin dall'infanzia; 2-
adotta un'alimentazione equilibrata e varia mantenendo il peso
ideale; 3- svolgi costantemente
attività intellettiva e possibilmente creativa: l'apprendimento costante è
"farmaco dì giovinezza"; 4- considera le relazioni sociali,
l'amicizia ed in particolare l'amore, importanti
ad ogni età; 5- pratica attività fisica con regolarità e proporzionalmente all'età; 6- evita il fumo e le droghe,
limita il consumo di alcolici; 7- lo stile di
vita non deve essere aggressivo; 8- usa i farmaci, in specie gli psicofarmaci,
solo quando realmente necessari e sotto controllo medico; 9- affronta la vita con ottimismo: pensare positivo attenua
lo stress e fa vivere meglio; 10- segui un tuo
progetto di vita capace di favorire una progressiva crescita
spirituale, cercando di avere sempre più sogni e meno rimpianti.
Questi 10 punti si incontrano spesso con le 10
esplicitazioni dell'obbiettivo: vivere bene, vivere a
lungo: 1- la salute è un bene prezioso che devi
imparare a tutelare sin dall'infanzia; 2- adotta
un'alimentazione equilibrata e varia mantenendo il peso
ideale; 3- svolgi costantemente attività intellettuali e creative:
l'apprendimento costante è "farmaco di giovinezza" \ 4- pratica attività fisica con regolarità e proporzionatamente ali 'età; 5- Evita
il fumo, limita il consumo dì alcolici, usa i formaci solo quando
necessario e sotto controllo medico; 6- rispetta il sonno perché è un alleato del benessere; 7- affronta la vita con
ottimismo: pensare in positivo attenua
lo stress e fa vivere meglio; 8- tieni presente che il
lavoro è importante, ma non trascurare i rapporti
interpersonali e le relazioni sociali; 9- considera l'amore, in tutte le sue
espressioni, essenziale ad ogni età: la vita si allunga sotto la spinta
dell'amore; 10- segui un tuo progetto di vita capace di favorire una
progressiva crescita inferiore.
Esaminiamoli
uno per uno:
la salute è un bene
prezioso che devi imparare a tutelare sin dal l'infanzia.
Bisogna
essere attivi sin da giovani per garantirsi una buona qualità della vita anche avanti negli anni. Impegnare in unità di
interesse, il corpo e la mente. Si invecchia bene mantenendo forza e fiducia,
desiderando e progettando, vivendo e aiutando a vivere, pensando in positivo.
Remez
Sasson consiglia: se ti
ritrovi a pensare in modo negativo, passa immediatamente a pensare in modo
positivo. Controlla quello che ti entra nella mente. Apri la porta alle cose
positive e chiudila a quelle negative.
Adotta un'alimentazione
equilibrata e varia mantenendo il peso ideale.
L'alimentazione,
importante a tutte le età, deve essere sana,
equilibrata, varia e mediterranea. L'UNESCO da 4 anni considera l'alimentazione
mediterranea un suo patrimonio perché antiaterogena in ragione della presenza
dei polifenoli nell'olio, del resveratrolo nell'uva, del licopene nei pomodori
e non solo per questo. Anche l'Oms e l'Unicef la considerano "alimentazione
migliore del mondo" e il ministro della Salute,
Beatrice Lorenzin, intervenendo alla conferenza di Agrinsieme nel 2014 ha
aggiunto "se fatta assieme a corretto stile di vita e all'attività
fisica, è capace di fare risparmiare allo Stato 10 miliardi, di cui 3 spesi per
i formaci per la cura del diabete alimentare ".
In
verità, la dieta mediterranea è gustosa, da piacere, facilita la convivialità e se fatta
in maniera equilibrata con gli alimenti alcalinizzanti, i cereali, i legumi,
gli ortaggi, il pesce, risponde e bene, alle esigenze della vita. In una
piramide che segna le quantità, le qualità e la maniera di distribuzione degli
alimenti, alla base, stanno le verdure, i farinacei e la frutta, e poi via via,
meno carni, poco grassi, pochissimi zuccheri. Distribuita in 4 pasti, dando
giusta importanza alla prima colazione, con poco sale, l'alimentazione
mediterranea garantisce tutte le necessità, compresi gli oligoelementi. Ricca
di triptofano e melatonina, aiuta il sonno e completa dei bisogni minerali,
garantisce la consistenza dell'osso.
Svolgi costantemente
attività intellettiva e possibilmente creativa: l'apprendimento costante
è «farmaco di giovinezza».
L'individuo nel corso degli anni è
modificabile e la sua intelligenza non è elemento biologico statico.
L'educazione cognitiva e più precisamente metacognitiva, gli viene in parte
trasmessa, molta l'apprende. La formazione dell'abilità mentale superiore, che
va al di là dei processi cognitivi primari - leggere, calcolare, ricordare -
gli viene insegnata. L'ambiente lo aiuta ad associare, collegare, integrare,
organizzare le informazioni. Lui le acquisisce e, indipendentemente dall'età,
le elabora e le trasmette. L'esercitarsi accresce l'abilità cognitiva. Anche
nell'anziano. La Geragogia, nuova branca della scienza medica lo insegna.
Invecchiando
lentamente si ridurre la memoria recente. Non c'è
una data fissa: il calo incomincia in maniera larvata ed è progressivo. I
gerontologhi non ritengono questa perdita sostanziale, perché riattivabile con
l'esercizio mentale e con tecniche mnemoniche adeguate. Importante è accettarla
e per quanto possibile, risparmiarla.
Come
prevenirla e quando compare, come contrastarla? Esercitandosi con la lettura,
parlando e ascoltando, usando il computer, giocando, guardando la televisione,
meglio andando al cinema o a un incontro culturale. Facendo le parole crociate,
scrivendo, ...progettando come se si dovesse vivere mille anni ....sognando.
I metodi di insegnamento consigliati sono tanti: il Feuerstein è il più recente, ma non di facile attuazione e ancora poco
conosciuto. In Sicilia solo all'Oasi di Troina.
Non
sempre l'anziano è nelle condizioni
facilitanti: non sempre ha una famiglia a cui appoggiarsi e non sempre ha i
mezzi economici per curarsi o farsi aiutare. In questi casi la solidarietà
umana, meglio se intergenerazionale, è importante, ma spesso non basta.
Considera le
relazioni sociali, l'amicizia ed in particolare l'amore importanti ad ogni età.
Nuccia
Bottari, durante la tavola rotonda fatta a Messina sull'invecchiamento attivo
nel 2012, mi ha insegnato che la scelta dei supporti per invecchiare meglio
possibile è abbastanza larga: pregare,
ringraziare, volere bene anche al di fuori della famiglia... imparar e ad
accettare quasi tutto, amare il prossimo, non avere rancori, saper cogliere gli
aspetti positivi in quasi tutte le circostanze, sperare e soprattutto amare. Amare e essere amato, per l'anziano è ossigeno. Mantenere
rapporti di amicizia significa dialogo,
distrazione, compagnia, scambio di idee. Fra amici si da e si
riceve sempre qualcosa. Pratica attività fisica con regolarità e
proporzionalmente all'età.
I
modi e i mezzi sono tanti: camminare:...una
camminata a «passo svelto» di 20' al giorno, allunga la vita
di qualche anno sostiene Maria Rita
Montebelli. Camminare rende più forti, più magri, più calmi, più felici, più
sani, più giovani. Camminare allontana lo stress, l'ansia, il nervosismo, le
malattie, le preoccupazioni, il sovrappeso, la noia. Salire
e scendere le scale aiuta la salute, aumenta il
consumo di calorie, aumenta l'autostima, potenzia l'attività muscolare, allunga
la vita. Fare sci ...di fondo, ballare, andare in bicicletta,
nuotare...Razionalizzando
i tempi e i modi. Ne trarranno beneficio giovani
e meno giovani, anziani compresi. Naturalmente con il vestiario adeguato,
iniziando gradatamente, non facendo attività fisica in caso di indisposizione,
divertendosi. Privilegiando le ore meno fredde in inverno e meno calde in estate.
Mai a stomaco pieno e almeno 3 ore dopo i pasti. Ricostituendo ogni volta le
scorte idriche bevendo liquidi non ghiacciati, né contenenti gas. Non usando
alcolici prima o subito dopo uno sforzo. Guardandosi dall'eccessiva
competitività con gli amici.
Evita il fumo e le
droghe, limita il consumo di alcolici.
E'
notorio: fumo e droghe fanno male a tutte le età.
Il fumo uccide scrive lo Stato italiano pure
distribuendo legalmente le sigarette. Anche quello passivo, perché interferisce sulla replica cellulare, sulla capacità di
resistenza allo sforzo fisico, anche se interessa in maniera particolare
l'albero respiratorio.
Le
droghe toccano poco la sfera dell'anziano. Sono rari i casi in cui l'anziano in
salute, fa uso di droghe. Li usa, e spesso, a scopo farmacologico. In questi
casi, le droghe naturali o sintetiche, in ragione del loro principio attivo,
interferiscono sul cervello e su tanti altri organi e apparati. Possono essere
eccitanti se di tipo anfetaminico. Possono essere sedative. Usate in eccesso e
per tempi lunghi, incidono sul tono dell'umore: portano depressione. Ben altra
cosa è l'alcol che l'anziano introduce come birra,
vino, superalcolici.
Apuleio
parlando del vino ha detto il
primo bicchiere riguarda la sete, il secondo l'allegria, il terzo la voluttà,
il quarto la pazzia e Ippocrate ha considerato il
vino una cosa meravigliosamente appropriata per l'uomo, sia in salute
che in malattia, purché usato a proposito in giusta misura e secondo la
costituzione individuale.
Per
quanto si conoscano i danni, l'alcol, specie il vino, viene largamente usato.
Si mette a tavola, accompagna le portate rafforzandone i sapori. Usato a lungo
però e fuori dal dovuto - come sostiene Mauro
Ceccanto nel suo libro "alcol e dintorni"- porta dipendenza. Il suo effetto edonistico è forte: viene
usato come aperitivo o come digestivo. Fuori dai pasti è euforizzante, è fonte
di piacere, da oblio di giorno o di notte, da soli o in compagnia. Il detto: Il
vino fa buon sangue, è
falso!
Facile superare i limiti. Vale per i giovani come per gli adulti e gli
anziani. La propensione all'alcol non è di
tutti e, quando abusato, nell'acuto, procura effetti immediati sul sistema
nervoso centrale proporzionali alla concentrazione ematica: rallenta le
capacità di elaborazione mentale, le percezioni, prolunga i tempi di reazione
fino alla perdita della capacità di controllo della guida. Lascia passare
facilmente dall'ebrezza con i segni dell'euforia, alla ubriachezza con la
incapacità di autogestirsi e la violenza. Nel cronico porta danni
prevalentemente di tipo neurologico, ma risentono tutti gli organi e apparati.
Non bisogna criminalizzarlo:
l’alcol è un alimento capace di dare 7 Kcl per gr. importanti sotto l’aspetto
calorico-nutrizionale. Nel poco da gioia, nel molto dolore.
Lo stile dì
vita non deve essere aggressivo.
Novalis
dice: si può
diventare solo in quanto si è già. L'ambiente
certamente facilita. Importante non lasciarsi trascinare, vedere il lato buono
in ogni cosa: il bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto soffermandosi sul pieno. Adottare quanto Nicita Maruro
invita a fare al punto 7 delle dieci esplicitazioni dell'obiettivo: vivere
bene, vivere a lungo, cioè: affrontare la vita con
ottimismo perché pensare in positivo attenua lo stress.
Essere coinvolti senza restare succubi. Dare spazio ai propri interessi,
soddisfare i propri bisogni. Paradossalmente cambiare le priorità apprezzando
di più la vita.
Usa i formaci, in
specie gli psicofarmaci, solo quando realmente necessari e sotto controllo
medico.
L'età facilita il consumo di farmaci. Secondo il rapporto
dell'OSMED del 2010, in Italia, il 62% di tutte le prescrizioni, sono per gli
anziani. La gestione della terapia farmacologica nell'anziano si rende
difficile da un lato per la complessità della fìsiopatologia del soggetto,
dall'altro per la necessita di avere bisogno e spesso, di una poliprescrizione
per una polipatologia. Il dato dell'Ue del 2012 specifica che solo il 25% degli
anziani con patologie croniche assume i farmaci in maniera corretta e il 29% di
questi secondo il GIFA (Gruppo Italiano di Farmacovigilanza nell'Anziano) li
usa in maniera inappropriata per dosaggio o durata. La conseguenza è avere
effetti collaterali indesiderati, a volte pericolosi. Diventa importante
seguire le prescrizioni mediche. Non fare mai automedicazione o
autoprescrizione!
Dei
contenuti dei punti 9 e 10: affronta
la vita con ottimismo: pensare positivo attenua lo stress e fa vivere meglio e segui un tuo progetto di vita capace di
favorire una progressiva crescita spirituale, cercando di avere sempre più
sogni e meno rimpianti, se ne è già parlato a
sufficienza.
Mi
piace soffermarmi invece sui punti 6 e 9 dell'obiettivo: vivere bene, vivere a
lungo.
Il
punto 6 recita: rispetta il
sonno perché è un alleato del benessere.
Il
sonno è importante sia nella fase REM che non-REM:
circa il 60% degli anziani soffre di alterazioni del sonno per variazioni
fìsiologiche legate all'invecchiamento, per riduzione del sonno motivato da
malattie mediche o psichiatriche, per possibili effetti legati ai farmaci. Dormire
è segno di buona salute. Dormire poco o male la notte
facilita la sonnolenza diurna, con riduzione della capacità
di attenzione, alterazione della memoria, diminuzione delle capacità cognitive,
sofferenza, costo sociale.
Bisogna
facilitarlo nel rispetto del ritmo sonno-veglia, limitando e evitando alimenti,
usi, abitudini o farmaci che interferiscono con il sonno fisiologico.
Il
punto 9 considera l'amore, essenziale in tutte le sue espressioni, ad ogni età.
E' vero, l'amore è ragione di
vita per l'anziano. L'anziano ne sente il bisogno: vuole essere amato e vuole
amare. Amare nel senso più lato della parola. In famiglia, nella società, in
coppia. Anna Bottari ha detto: per un anziano, un anno in più non significa
molto, se l'amore che lo circonda cresce ancora di più ". Amore, che per Jeanne Moreau, lo protegge. Amore anche
erotico che passando gli anni cambia nella qualità: diventa sempre meno di tipo
genitale e sempre più gestualità, contatto, coccolamento, tenerezza,
complicità. Amore capace di ammansire non solo il nemico che ci
aggredisce, ma anche quello che si annida in noi sotto forma di astiosità e pensieri negativi facendolo diventare vittoria. Amore che
nell'espressione più nobile, scende nella sfera intima delle persone. Amore
meccanismo del mondo e di tutta la vita, amore massimo capace di movere
il sole e l'altre stelle.
Non si vive se non il tempo che si ama. (Claude Adrien Helvetius)
ANTONINO ARCORACI
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